Covid, Curcio su obbligo vaccinale: «Opzione da valutare, dovremo fare richiami annuali»

In un’intervista a La Stampa il capo della Protezione Civile ha parlato di diversi temi, tra cui la situazione vaccini

Il capo della Protezione Civile Francesco Curcio ha rilasciato una lunga intervista a La Stampa (Edizione 22 maggio). Il suo punto di vista, dalla posizione di chi guida un organo così importante, ha permesso di avere un quadro piuttosto chiaro rispetto a quella che è la situazione Covid. E lo scenario che adesso si può immaginare è che c’è davvero luce in fondo al tunnel.

Vaccinazione Covid in Italia: il punto

Le speranze si radicano in una campagna vaccinale che prosegue e va a mettere in sicurezza sempre più persone. Curcio ha sottolineato alcuni numeri:

  • «Venti milioni di persone protette, soprattutto nelle categorie più a rischio».
  • più di un italiano su tre vaccinato, sulla base del fatto che non tutte le fasce anagrafiche sono al momento vaccinabili
  • 18-20% che hanno completato il ciclo vaccinale con doppia dose

Numeri che, considerata la prospettiva che aumentino nelle prossime settimane, rappresentano un importante motivo per guardare con ottimismo al futuro. Gli italiani che si vaccinano sembrano aver capito come il più grande strumento, tra i tanti, per superare la pandemia è immunizzarsi e vincere la partita con il virus.

Vaccino Covid, ci sono anziani ancora non vaccinati

La strategia messa in campo è stata quella di mettere prima in sicurezza le categorie più a rischio. Quelle che, infettandosi, avrebbero maggiori possibilità di sviluppare una patologia severa che potrebbe rendere necessaria l’ospedalizzazione. Una potenziale criticità del momento è il fatto che ci sarebbero due milioni di anziani non ancora raggiunti dal vaccino.

«È vero - ha ammesso Curcio - ed è un problema. Bisogna capire quanti non si vogliono vaccinare, perché nei vari sopralluoghi ho scoperto che ci sono sacche di resistenza e, finché la vaccinazione resta volontaria, non puoi fare molto. Poi bisogna raggiungere quelli che non si prenotano, perché non hanno accesso a strutture informatiche: a livello territoriale, si stanno attivando presidi nei piccoli borghi e nelle aree più isolate per affrontare questo fenomeno».

Dalle parole di Curcio emerge perciò che alla base delle mancate vaccinazioni tra gli esponenti anziani della popolazione incidono sia aspetti logistici legati alla prenotazione, ma anche persone che non paiono avere fiducia nei preparati.

Obbligo vaccinale, questione tornerà attuale?

Le questioni e i dibattiti legati a volontarietà e obbligo avevano riguardato le fasi in cui la vaccinazione doveva ancora iniziare. Le disponibilità, almeno inizialmente, non elevate di preparati e una tendenza adesso prevalente di italiani che, come auspicato, si vaccinano ha un po’ fatto finire in secondo piano la questione. Tuttavia, c’è anche la possibilità che la questione torni attuale vista la necessità di tutelare la salute pubblica anche nel luogo periodo.

«Poteva essere una soluzione - ha detto Curcio in relazione all’obbligo - ma è un tema che spetta alla politica. Avrebbe significato forzare la volontà delle persone di fronte a vaccini ancora soggetti a rolling review».

«Comunque - ha chiosato - è un’opzione da valutare bene per il futuro, visto che dovremo fare richiami annuali».

Scenario questo che conferma l’ipotesi che, ad oggi, c’è una prospettiva in cui per chiudere la partita o comunque tenere sotto controllo il virus sarà necessario sottoporsi a nuove somministrazioni del vaccino. E praticamente tutti gli scienziati sembrano ribadire un concetto: più cittadini si vaccinano, più lo fanno nel minor tempo possibile, prima se ne esce a livello generale.