Covid, Crisanti: «Fra un paio di settimane sapremo se vaccinazione ha intercettato curva contagi»

Covid, Crisanti: «Fra un paio di settimane sapremo se vaccinazione ha intercettato curva contagi»

Il professore di Microbiologia dell’Università di Padova è intervenuto nel corso della trasmissione Un giorno da pecora in onda su Radio 1 sottolineando come ai ritmi attuali si sarebbe «a buon punto»

A giudicare dai numeri sul Covid si può dire che l’Italia intraveda la luce in fondo al tunnel. Le ospedalizzazioni sono in calo, così come i ricoveri in terapia intensiva e le vaccinazioni crescono. Nel corso della trasmissione di Radio 1 Un giorno da pecora sul tema è intervenuto il professor Crisanti.

Il microbiologo dell’Università di Padova ha delineato il quadro rispetto ai possibili scenari di un immediato futuro dove ci sono regioni italiane che volgono verso addirittura dati da zona bianca. Quella in cui cadono più o meno tutte le misure stringenti, per le quali lo stesso scienziato ha spesso chiesto prudenza in relazione ad allentamenti in grado di acuire il rischio di recrudescenze dell’epidemia.

Andrea Crisanti: «Unico modo di intercettare crescita virus è con la vaccinazione»

Stavolta, però, c’è un grande alleato: il vaccino. «Se la campagna vaccinale - ha evidenziato Crisanti - procede a questo ritmo forse riusciamo ad intercettare in tempo la risalita dei contagi dovuta a queste liberalizzazioni. Se ad un certo punto tutte queste misure vengono rimosse, diamo una possibilità al virus di trasmettersi. L’unico modo è intercettarlo nella crescita con le vaccinazioni».

A suo avviso saranno cruciali i prossimi giorni. «Fra un paio di settimane - ha chiarito - sapremo se la campagna di vaccinazione ha intercettato la curva dei contagi e riesce a tenerla bassa. A quel punto potremo ancora liberalizzare e magari levarsi la mascherina all’aperto e tenere qualche precauzione al chiuso.»

Sono più o meno mezzo milione le vaccinazioni che vengono effettuate ogni giorno in Italia. Moltiplicando il dato per i prossimi giorni si arriverebbe ad ulteriori sette milioni di soggetti immunizzati.

«Dovremmo - ha affermato Crisanti - arrivare in una situazione in cui in Italia ci sono circa trentacinque milioni di persone protette che potrebbe essere sufficiente. Siamo già a buon punto, perché si consideri che in Italia si sono già infettate tra otto e dieci milioni di persone».

Zona bianca, Crisanti ricorda che in Sardegna i vaccinati erano il 3%

Un’Italia che volge verso la zona gialla nella sua interezza (più o meno) e con alcune regioni che strizzano l’occhio verso il bianco. C’è solo un precedente e riguarda il caso sardo che in poche settimane passò al rosso.

«Dobbiamo sempre - ha ricordato il professore - tenere presente quello che è successo in Sardegna. È diventata zona bianca, sono crollate tutte le barriere alla trasmissione del virus e chiaramente i contagi sono aumentati».

Oggi, però, la situazione può essere letta in maniera differente. «Quando è accaduto questo - ha proseguito Crisanti - c’era il 3% di vaccinati, siamo in una situazione completamente diversa. Il parametro che cambia il quadro è la percentuale di vaccinati. Più vaccinati abbiamo, minore è la probabilità che i casi aumentino in maniera significativa».

Rispetto a quelli che invece potranno essere gli scenari futuri in Italia, si può guardare a paesi che sono più avanti nella vaccinazione. «Non è che - ha precisato - i casi si azzerano, in Inghilterra ogni giorno hanno circa 2000 casi. Ma hanno pochissimi morti. Sono riusciti ad eliminare il peso sociale della malattia. Diventa simile a un’influenza».