Covid, Crisanti: «A fine maggio nuova ondata di Covid»

Covid, Crisanti: «A fine maggio nuova ondata di Covid»

Il professore Andrea Crisanti si è schierato di nuovo contro le decisioni del Governo in merito alle riaperture.

Le previsioni fatte da Andrea Crisanti, professore ordinario di Microbiologia presso l’Università di Padova, non sono affatto delle migliori. Secondo l’esperto infatti la decisione del Governo di riaprire il 26 aprile è stata uno sbaglio. Secondo Crisanti infatti queste riaperture sono state fatte troppo presto e di conseguenza i contagi torneranno a crescere. A fine maggio, prevede il microbiologo, ci sarà infatti una nuova ondata di Covid.

Le previsioni di Andrea Crisanti

«A fine maggio avremo una nuova ondata di Covid», è questa la previsione di Andrea Crisanti. Il professore di Microbiologia dell’Università di Padova infatti è tornato a scagliarsi contro la decisione del Governo italiano di riaprire già nel mese di aprile.

Secondo Crisanti «nelle prossime settimane ci sarà chi dirà ’Avete visto, la curva dei contagi non risale nonostante le riaperture’,» ma chi farà questo canterà vittoria davvero troppo presto. Infatti secondo il professore da metà del mese di maggio in avanti ci sarà un nuovo aumento di casi di Covid in Italia.

Il microbiologo ritiene che la dinamica del virus SARS-COV2 sia davvero complessa e di conseguenza per prendere decisioni è fondamentale tenere conto di ogni minimo particolare. Le riaperture delle attività economiche e la possibilità di spostarsi liberamente anche tra regioni porterà però ad un aumento di casi in meno di un mese. Inizialmente ci si illuderà che va tutto bene, ma poi le cose torneranno ad essere complesse.

«Da una parte ci sono le restrizioni dei mesi scorsi, che per altre due o tre settimane modereranno la curva, ma dall’altra arrivano i nuovi contagi dovuti alle riaperture, agli aperitivi, alle visite agli amici e alle scuole, i cui risultati rimarranno invisibili per qualche tempo ed esploderanno a fine maggio. Il periodo di latenza illuderà che tutto stia filando liscio, ma sarà solo un effetto ottico», ha spiegato il professore Crisanti.

Nonostante una nuova ondata di Covid in Italia sia secondo Crisanti davvero inevitabile, la sua intensità « dipenderà dal ritmo della vaccinazione e dall’azione della variante inglese o di altre mutazioni, come quella indiana». Alla luce delle nuove varianti infatti esiste secondo il microbiologo la possibilità che le cose peggiorno di molto. «Proprio queste temibili novità avrebbero richiesto maggiore prudenza», ha affermato l’esperto.

Per Crisanti l’esempio da seguire è il Regno Unito. «Si sarebbe dovuto seguire l’esempio dell’Inghilterra, che solo dopo aver vaccinato il 70 per cento della popolazione si è permessa timide riaperture. Il contagio va diminuito molto di più prima di alleggerire le misure, altrimenti senza tamponi e tracciamento riparte in poche settimane», ha detto il professore.

La campagna vaccinale italiana sta proseguendo in maniera scorretta secondo Crisanti. «In Italia quasi la metà degli ottantenni non ha ricevuto la seconda dose e si inizia a vaccinare i sessantenni senza aver raggiunto l’8 per cento della copertura totale dei settantenni», ha spiegato il microbiologo.