Autore: Elisa Cardelli Ceroni

Coronavirus

Covid-19: variante inglese diffusa in più di 60 Paesi

L’Oms fa sapere che la variante inglese sta continuando a diffondersi nel mondo in maniera molto rapira.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha fatto sapere che la variante inglese del Covid-19 sta continuando a diffondersi nel mondo in modo estremamente rapido. Secondo l’Oms infatti questa mutazione avrebbe raggiunto nel corso della scorsa settimana ben 60 Paesi del globo. Vediamo i dettagli legati a questa variante del Coronavirus e scopriamo qual è la situazione nel mondo.

Variante inglese del Covid-19 in 60 Paesi

Secondo l’Oms, la variante britannica del Coronavirus continua a diffondersi in tutto il mondo in modo rapido. La scorsa settimana ha raggiunto ben 60 Paesi del globo, ben 10 in più rispetto a quanto emergeva dalle analisi fatte il 12 gennaio.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha fatto sapere tramite il suo rapporto epidemiologico settimanale che la diffusione di questa mutazione sta quindi progredendo a ritmi preoccupanti. La variante sudafricana, come quella inglese molto più contagiosa del virus originale SARS-CoV-2, sta fortunatamente diffondendosi in maniera più lenta. Fino a questo momento la variante sudafricana è stata infatti scoperta in 23 Paesi del mondo, ossia 3 in più rispetto a quanto emergeva il 12 gennaio.

Cina: lockdown per 1,7 milioni di persone

In Cina è stato imposto il lockdown per 1,7 milioni di persone che si trovano nel distretto di Daxing, a Sud di Pechino. Qui infatti sono stati trovati 6 nuovi casi di Covid e quindi il totale di contagi della città è salito a 15. Sono stati chiusi numerosi luoghi pubblici tra cui anche edifici per uffici, ristoranti, hotel, supermercati e fabbriche. I cittadini di Daxing sono stati sottoposti a test di massa per scovare ulteriori contagi. Pechino ha esteso a 28 giorni il periodo di restrizioni a tutti coloro che arrivano dall’estero, di questi 14 sono di quarantena presso strutture centralizzate e poi altri 7 presso la propria residenza.

Giappone: vaccino non obbligatorio per le Olimpiadi

In Giappone è stato deciso di dire no al vaccino obbligatorio per le Olimpiadi. La distribuzione del vaccino non è quindi considerato un prerequisito fondamentale per andare avanti con l’organizzazione delle Olimpiadi di Tokyo. A farlo sapere è stato il capo di Gabinetto giapponese, Katsunobu Kato, che ha riferito che

«Stiamo valutando l’implementazione di misure coordinate per avere dei Giochi che abbiano un livello affidabile di sicurezza, anche senza rendere il vaccino un obbligo». Nonostante l’aumento di contagi in Giappone, anche il premier Yoshihide Suga è determinato ad ospitare le Olimpiadi nella capitale giapponese.

Brasile: 63.504 contagi nelle ultime 24 ore

Nelle ultime 24 ore in Brasile ci sono stati 63.504 nuovi contagi e si sono contati 1.183 morti di Covid-19. La situazione nel Paese sudamericano continua quindi a essere molto critica anche per colpa della variante brasiliana che si sta diffondendo sempre di più. Il bilancio totale dall’inizio della pandemia sale a 211.511 morti e 8.575.742 casi accertati.