Autore: Luigi Crescentini

Coronavirus

Covid-19 fase 2, Comuni in crisi ma è polemica sugli assistenti civici

Ripartenza e Fase 2: polemica sui volontari e comuni in difficoltà, le parole del sindaco di Bari, Antonio Decaro.

Tra le tante argomentazioni che hanno interessato in particolar modo la Fase 2 rientra quella degli assistenti civici. L’idea di assumere dei volontari affinché contribuiscano a far rispettare le regole, ha suscitato molte polemiche, anche all’interno del governo. A questo proposito il presidente dell’Associazione nazionale Comuni Italiani e sindaco di Bari, Antonio Decaro, ha chiarito alcuni aspetti al riguardo in un’intervista al «Corriere della sera».

Il ministro per gli Affari regionali, Franceso Boccia, precedentemente, aveva proposto di reclutare, attraverso un bando della Protezione civile, 60 mila persone da impiegare come assistenti civici, ed è subito scoppiata la polemica. Durante il lockdown, inizialmente, nella città di Bari c’erano circa 700 volontari, molti dei quali sono rimasti a casa a causa delle chiusure delle attività.

Adesso questo numero si è ridotto a 250, dato che nella Fase 2 molti hanno ripreso a lavorare e non hanno tempo per dedicarsi al compito di assistente civico. Tuttavia, nella seconda Fase, oltre alle attività, hanno riaperto i parchi e i mercati e, di conseguenza, serve un numero maggiore di volontari per dare indicazioni alle persone, far rispettare le distanze per evitare situazioni di assembramento.

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Fase 2, difficoltà nei comuni e polemica sugli assistenti civili, il Sindaco di Bari: «I volontari servono per aiutare e non per fare controlli».

«Oltre un mese fa, alla cabina di regia con Regioni e governo, avevo posto il problema: i tanti volontari del lockdown con la ripresa si sarebbero ridotti, proprio quando invece ce ne sarebbe stato ancora bisogno. Da qui il bando per i 60mila. Ma io non ho chiesto guardie, solo volontari come quelli che già ci aiutano a tenere in piedi le nostre comunità», queste le parole dettate dal sindaco di Bari al quotidiano «Il Corriere della sera».

Secondo Decaro la città ha bisogno dei volontari, soprattutto in questa Fase 2. Molti parchi riapriranno e saranno invasi dai bambini, qualcuno deve pur occuparsi di controllare il numero di persone che entrano per evitare assembramenti, così come anche in altri luoghi di ritrovo. «Se non ho nessuno che conta quante persone entrano, i parchi, io non posso riaprirli.» dice il sindaco che poi spiega. «Mentre la politica litiga, siamo noi sindaci a confrontarci con la realtà quotidiana: se si riaprono i mercati rionali, solo a patto di contingentare gli ingressi, poi serve qualcuno che possa contare chi entra: lo fa la Protezione civile locale. I volontari ci sono sempre stati, sono importantissimi e aiutano le persone non le controllano».

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È chiaro che questa è una problematica che si estende anche agli altri Comuni italiani e adesso che la maggior parte dei cittadini ha ripreso a lavorare, la disponibilità di volontari è limitata proprio quando ne servirebbero di più. C’è anche un’altra realtà da considerare, ancora più grave: la maggior parte dei comuni italiani si trova in serie difficoltà economica. Anche se nel decreto Rilancio saranno destinati ai Comuni 3 miliardi di euro, queste risorse sembrano non bastare per i bilanci. Secondo Decaro, i Comuni d’Italia rischiano di fallire, nonostante il decreto Rilancio. Non riescono più a recuperare le tasse locali né a mantenere i servizi come l’illuminazione, i trasporti e i rifiuti. «Presto dovremo interrompere tutto perché non abbiamo più soldi» afferma il sindaco.