Autore: Luigi Crescentini

Coronavirus

Covid-19, emergenza sanitaria: il blocco del sistema sanitario potrebbe provocare più morti del coronavirus

Le visite rimandate e il ritardo delle diagnosi a causa dell’emergenza Covid, secondo i medici, potrebbero avere delle drammatiche conseguenze.

Il lockdown che, negli ultimi mesi, ha fermato un’Italia intera non solo ha bloccato le principali attività ma anche il sistema sanitario. L’allarme arriva dai medici, molti pazienti hanno rimandato visite, esami, radiografie e addirittura interventi chirurgici. Una situazione che, secondo alcune stime, si è tradotta in conseguenze irreparabili o quasi per molti pazienti. Il sistema sanitario svolge un’enorme ed importante funzione nella società, svolgendo milioni di controlli e di interventi chirurgici ogni giorno. Fermare il sistema sanitario significa allungare la lista di attesa, rimandando nel tempo esami del sangue, visite specifiche e interventi chirurgici. Per alcuni, queste lunghe attese, hanno provocato serie conseguenze.

Covid-19, emergenza sanitaria: il primario del «San Camillo», «Se non riparte la sanità, ci potrebbero essere più vittime del coronavirus»

Secondo Pierluigi Marini, presidente dell’Associazione chirurghi ospedalieri italiani e anche primario dell’ospedale «San Camillo» di Roma, durante il periodo di lockdown sono stati rimandati circa 600 mila interventi chirurgici, e di questi 50 mila erano interventi oncologici. «Questa emergenza rischia di diventare più grave di quella del Covid. Se non facciamo ripartire la sanità, le vittime potrebbero essere più di quelle provocate dal virus» ha affermato il primario in una dichiarazione riportata dal quotidiano «La Repubblica».

Personale medico e infermieri, dopo gli ultimi mesi, sono stremati dall’emergenza coronavirus: li attenderà un’estate altrettanto impegnativa. I turni extra e gli straordinari fatti durante il lockdown hanno veramente portato allo stremo tutti i dipendenti degli ospedali: adesso dovranno far fronte alla lunghissima lista di pazienti che hanno dovuto rimandare visite ed interventi negli ultimi tre mesi. Un lavoro che sembra non finire mai per gli operatori della sanità e che non si attenuerà neanche con l’arrivo dell’estate.

«È una situazione mai affrontata prima. Con la chiusura delle sale operatorie, con gli ospedali che all’inizio non erano attrezzati a percorsi Covid o che erano completamente occupati dall’emergenza del virus, il nostro lavoro si è interrotto quasi del tutto» dice Marini che poi continua aggiungendo «Nel nostro paese abbiamo circa mille nuovi casi di cancro al giorno».

Secondo il primario del «San Camillo» sono necessari degli interventi rapidi ed immediati sulla sanità con investimenti su nuove tecnologie e sull’assunzione di personale. Sia l’esecutivo che le Regioni dovranno presto occuparsi di questo grande problema e trovare delle soluzioni sia dal punto di vista finanziario che da quello organizzativo. Un quadro molto drammatico che riguarda sempre l’emergenza sanitaria è proprio sul settore oncologico.

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Moltissimi controlli ed esami oncologici sono saltati a causa del lockdown: secondo alcuni studi, nel mese di settembre ci saranno circa 4 milioni di persone che dovranno eseguire uno screening oncologico entro dicembre. Le misure e le regole dettate dal Ministero della salute hanno portato dei ritardi anche su esami importanti come quelle oncologici e spesso, come viene spiegato dal dottor Lorenzo Spaggiari in un’intervista riportata su «Repubblica», i pazienti, a causa di una diagnosi ritardata, si sono presentati con tumori in stato già avanzato. Secondo Spaggiari, la scelta di chiudere i reparti oncologici è stata la peggiore di tutte, in quanto «il tumore non aspetta».