Autore: Luca Macaluso

Alimentazione

Cosa succede se mangi fontina tutti i giorni? Ecco la risposta

La fontina è un formaggio gustoso e molto apprezzato. Ma cosa succede a mangiarla quotidianamente?

La fontina è un formaggio tipico valdostano, pregiato e di qualità. Si tratta di un prodotto stagionato, semiduro, piuttosto grasso e a pasta semicotta. La fontina viene prodotta con latte appena munto o a poche ore dalla mungitura. Le sue caratteristiche sono una crosta sottile e una pasta semidura, un colore paglierino chiaro o più sul giallo.

Dal punto di vista nutrizionale la fontina si presenta come un formaggio energetico, ricco di importanti sali minerali come il fosforo e il calcio e vitamine A e B. E’ un alimento completo, un formaggio tra i più digeribili. Contiene acqua, lipidi, proteine, acidi grassi saturi e polinsaturi. Ma cosa succede se mangi fontina tutti i giorni? Ecco la risposta.

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Mangiare fontina tutti i giorni

Come formaggio la fontina è particolarmente grassa e calorica, ricca di lipidi in genere saturi. Per questo motivo la fontina non può che essere un alimento poco salutare e nocivo per l’organismo se la sua assunzione è quotidiana ma soprattutto smodata ed eccessiva nella quantità.

La fontina soprattutto non è il formaggio ideale per le diete ipocaloriche. Aumento di peso e obesità legate al troppo consumo di fontina sono solo due dei problemi che ciò può creare. Mangiare fontina tutti i giorni condurrebbe inevitabilmente l’organismo sulla strada dei problemi cardiovascolari, dell’occlusione delle arterie, dell’impennata dei livelli di colesterolo, del rischio aumentato di ictus e infarti.

Certamente la fontina contiene importanti vitamine essendo un alimento prodotto con fermentazione quasi a crudo ma contiene anche tracce di lattosio per cui non è indicata per chi soffre di intolleranze. La fontina poi, alla stregua di molti altri formaggi soprattutto quelli stagionati, è ricca di sodio e questo è nocivo per chi deve seguire una dieta povera di sale o per chi soffre di ipertensione.

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I formaggi nella dieta

Attenzione dunque alla fontina e ai formaggi nella dieta. Il consiglio è di non esagerare mai le porzioni e sostituire il formaggio a un secondo piatto proteico come il pesce o la carne. Sbagliato anche aggiungere il formaggio a fine pasto o gustarlo come aperitivo.

Le porzioni consigliate per i formaggi stagionati come la fontina nella dieta sono tre a settimana di 50 grammi mentre 100 grammi sono per i formaggi freschi. Sarebbe meglio sostituire i formaggi con il latte o lo yogurt o considerarli come un secondo piatto. Un errore comune nella dieta è quello di utilizzare il formaggio in qualità di spuntino dimenticando il suo consistente contenuto calorico. I formaggi vengono spesso serviti a tocchetti nel corso degli aperitivi, insieme al pane e a un bicchiere di vino o altri alcolici. Il tutto porta l’organismo ad assumere troppe calorie.

Diverso è il discorso di un piatto composto da 40 grammi di formaggio insieme a un frutto o al pane. Il formaggio aiuta a ridurre l’indice glicemico complessivo del pasto perché è ricco di grassi. Il tetto dei grassi saturi è fissato al 10% giornaliero. Ciò permette di mangiare il formaggio, evitando però nello stesso pasto carne e dolci.