Coronavirus, von der Leyen: «Inizio terza ondata in Europa»

Coronavirus, von der Leyen: «Inizio terza ondata in Europa»

La Presidente della Commissione UE ha espresso la sua preoccupazione riguardo l’elevato numero di contagi di Covid in molti paesi europei.

La Presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen, ha rilasciato alcune dichiarazioni in videoconferenza al termine del Consiglio Europeo. La von der Leyen si è detta preoccupata per la situazione epidemiologica di molti paesi europei, infatti i contagi continuano a crescere in maniera allarmante. Nella conferenza la Presidente ha parlato anche della situazione vaccini in Europa.

Von der Leyen preoccupata per l’aumento dei contagi di Covid

Ursula von der Leyen ha rilasciato alcune dichiarazioni al termine del Condiglio Europeo. La donna ha spiegato che la situazione Covid in Europa continua a essere critica in quanto il numero di contagi sta aumentando in molti Paesi europei soprattutto per colpa della diffusione della variante inglese.

«La situazione epidemiologica nell’UE desta grande preoccupazione. Siamo all’inizio di una terza ondata in Europa. In molti Paesi europei i contagi sono ancora in crescita, principalmente a causa della variante B.1.1.7, che è presente praticamente in tutti gli Stati membri», ha spiegato la Presidente della Commissione UE.

La von der Leyen ha riferito che, nonostante il grande numero di contagi, «la mortalità è più bassa della diffusione del virus». Si tratta di una buona notizia che permette di vedere «i primissimi effetti dell’aver vaccinato la maggioranza degli ultraottantenni. Ma complessivamente la situazione desta grande preoccupazione, il che sottolinea l’importanza di una vaccinazione rapida», ha riferito la Presidente.

Qual è la situazione vaccini in Europa?

Dall’inizio di dicembre 2020 fino ad oggi, l’Unione Europea ha esportato più di 77 milioni di dosi di vaccino anti-Covid in ben 33 diverse nazioni. «Questo dimostra che l’Ue è la regione che esporta di più nel mondo: invitiamo gli altri a fare altrettanto in termini di apertura», ha affermato la von der Leyen.

Sempre riguardo l’export dei vaccini, la numero uno della Commissione Europea ha spiegato di aver presentato ai capi di Stato dei Paesi membri «gli ultimi cambiamenti del meccanismo di trasparenza sull’export dei vaccini».

In particolare, «Ieri abbiamo aggiunto i criteri della reciprocità e della proporzionalità: vogliamo assicurarci che l’Europa ottenga la sua giusta quota di vaccini, perché dobbiamo poter spiegare ai cittadini che, se le compagnie esportano dosi in tutto il mondo, è perché onorano gli impegni e non mettono a rischio le forniture nell’UE».

«Dall’inizio di febbraio sono state avanzate più di 380 richieste di esportazioni verso 33 Paesi e solo una è stata respinta», ha spiegato von der Leyen. L’UE infatti, secondo la Presidente, «è orgogliosa di essere la casa dei produttori di vaccini» e proprio per questo la cooperazione con gli altri Paesi continuerà anche in futuro.

Ursula von der Leyen ha parlato poi della campagna vaccinale che in Europa non sta procedendo a passo spedito come si sperava. «Sappiamo che avremmo potuto essere molto più veloci nelle vaccinazioni, se tutte le compagnie farmaceutiche avessero rispettato i contratti.

AstraZeneca si è impegnata a consegnare nel secondo trimestre 70 milioni di dosi, invece di 180 milioni. Ma siamo sulla via di raggiungere l’obiettivo di aver vaccinato il 70% della popolazione adulta entro la fine dell’estate», ha detto la Presidente.