Autore: Elisa Cardelli Ceroni

Coronavirus

Coronavirus: via libera agli anticorpi monoclonali dall’Aifa

L’utilizzo di terapie a base di anticorpi monoclonali è stato autorizzato dall’Agenzia Italiana del Farmaco.

L’Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco) ha dato il via libera all’impiego degli anticorpi monoclonali. La decisione è stata presa dalla Commissione tecnico scientifica dell’Agenzia dopo una lunga riunione ieri pomeriggio.

In Italia sarà quindi possibile trattare i pazienti Covid utilizzando due anticorpi monoclonali, ossia quelli che sono prodotti da Regeneron e da Eli Lilly. Questi trattamenti verranno utilizzati esclusivamente per cercare di far migliorare le condizioni di pazienti a rischio come gli over 70 e i soggetti più fragili.

Anticorpi monoclonali: ecco quelli approvati dall’Aifa

Gli anticorpi monoclonali autorizzati dall’Aifa risultano essere due, ovvero quelli prodotti da Regeneron e da Eli Lilly. Regen Cov, prodotto dal colosso americano Regeneron, ha ottenuto già il via libera per il trattamento d’emergenza da parte dell’Fda. Basato sugli anticorpi casirivimab e imdevimab, questo farmaco è stato impiegato anche per curare l’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump quando era malato di Covid-19.

Il secondo anticorpo monoclonale è quello prodotto da Eli Lilly. Questo si chiama Bamlanivimab e negli USA (ma anche in altre nazioni) ne è autorizzato l’utilizzo nei pazienti ad alto rischio con il Coronavirus da lieve a moderato.

L’approvazione di questi trattamenti è però arrivata dall’Aifa con alcune condizioni. Gli anticorpi monoclonali potranno essere impiegati infatti per curare solo una categoria limitata di pazienti. In particolare si potranno sfruttare questi trattamenti solo nelle prime fasi della malattia e in pazienti a rischio come gli anziani e i soggetti più fragili che già hanno malattie pregresse o sono immunodepressi. Questi anticorpi devono quindi essere somministrati in maniera precoce in Italia, precisamente entro 72 ore dalla comparsa dei sintomi.

Le parole del virologo Guido Silvestri

Il virologo Guido Silvestri, docente negli Stati Uniti presso la Emory University di Atlanta, aveva proposto ad ottobre la prova gratuita in Italia degli anticorpi monoclonali di Ely Lilly, ma numerose opposizioni da parte di medici e virologi del Css avevano impedito la realizzazione di questo test. Alla luce di questo, Silvestri ha commentato l’approvazione dell’Aifa dicendo che si tratta di una vittoria importante per l’Italia, ma allo stesso tempo è «anche una terribile sconfitta per la credibilità di molte persone. Prima di tutto di quelli che nell’ottobre scorso si sono opposti in modo durissimo a questa autorizzazione, così facendo perdere tempo prezioso a tutti».

Nel messaggio scritto su Facebook, Silvestri si toglie tutti i sassolini legati al rifiuto di utilizzare gli anticorpi prodotti da Ely Lilly. «Adesso che c’è la rincorsa a elogiare gli anticorpi, e a far notare che si usino già allo Spallanzani per i soggetti con Covid e immunodeficienza, - ricorda il docente - bisogna ricordare che proprio il direttore dello Spallanzani, il dottor Giuseppe Ippolito, membro del Cts i era adoperato durante la riunione del 29 ottobre affinché Aifa negasse l’autorizzazione al trial clinico pragmatico di LY-CoV55, adombrando poi addirittura che Lilly volesse vendere in Italia un farmaco che aveva fallito negli Usa»