Autore: B.A

Coronavirus: sole e acqua nemici del Covid-19!

Il virus non resiste a lungo nell’acqua e alla luce del sole, ecco una teoria che da fiducia.

Si inizia a intravedere una luce nella lotta al coronavirus. Parliamo di cura, vaccini e soluzioni che li debellino. Sembrerebbe che due elementi molto diffusi in natura siano autentici nemici del Covid-19. Si tratta dell’acqua e del sole. È quanto è stato detto ieri durante la trasmissione «Agorà», sul terzo canale Rai. E lo ha detto Giorgio Palù, virologo e membri della task force della Regione Veneto, quella del governatore Zaia che molti assumono a modello per come si è riusciti a contenere il contagio. Ma come possono essere some e acqua, gli alleati nella lotta contro il virus? Vediamo di cosa di tratta e cosa è stato detto ieri durante la trasmissione.

Il Covid-19 non resiste in acqua

Si parla di vitalità del coronavirus, che in base a quanto emerso ieri, non supera le due ore in acqua. In buona sostanza, questo coronavirus è un virus che dura molto poco nell’acqua. Come dicevamo lo ha affermato Giorgio Palù, membro della task force contro il Covid-19 della Regione Veneto, cioè un autorevole virologo. “Questo è un virus respiratorio che resiste molto poco nell’acqua“, così le parole dell’esperto. Il virologo parla quindi si durata del virus in ambiente diverso da quello dell’aria, cioè in acqua. La cancellazione del virus in acqua avviene in meno di due ore.

Anche il sole può fare la sua parte

Sempre secondo il virologo, se alla breve durata del virus in acqua, si associa l’effetto del sole, il Covid-19 dura ancora meno. I raggi solari quindi accorcerebbero ancora di più la durata del virus. Si tratta di evidenze che sono molto importanti, sua per guardare con maggiore ottimismo al futuro, nella lotta al coronavirus, che per fugare alcune perplessità che riguardano il Covid-19. Sembra che in Francia abbiano trovato piccole tracce del virus nell’acqua che arriva nelle case dei cittadini francesi.

E il dubbio sui rischi potenziali nell’utilizzo dell’acqua potabile anche in Italia sono divampati. La tesi di Palù è avvalorata anche dal parere di un’altra esperta dell’Irccs Humanitas di Rozzano, che approfondisce proprio il caso dell’acqua potabile. Sarebbe meglio evitare l’acqua potabile e preferire quella imbottigliata? A questa domanda l’esperta ha risposto che non esistono evidenze scientifiche che dimostrino che il coronavirus possa trovarsi in acqua.

Anzi, le operazioni di depurazione dell’acqua sono di ottimo livello anche per quanto concerne l’abbattimento del virus. In definitiva, fugati i dubbi relativi a ipotetici rischi di contaminazione da coronavirus tramite l’acqua potabile. Il coronavirus resiste poco in acqua, anche se una cosa è affermare questo ed un’altra è affermare che si potrà andare liberamente in piscina o al mare questa estate. Non esiste un virologo, un esperto o uno studio che già adesso affermi che sono nulli i rischi di tornare a fare alcune delle cose più comuni della stagione estiva.