Autore: Giacomo Mazzarella

Coronavirus

Coronavirus: scatta la linea dura contro chi trasgredisce

Il Ministero dell’interno avvia la linea dura per chi viola le norme anti Covid

Controlli serrati e tolleranza zero. Questo il nuovo indirizzo che sta per prendere il governo su indicazione del Viminale. Così come si allargano le misure restrittive sul coronavirus, con nuove Regioni che diventano zona arancione (Abruzzo, Basilicata, Umbria, Liguria e Toscana), così si inaspriscono i controlli contro chi viola le normative.

Arriva la stretta contro i trasgressori delle norme anti Covid

Proprio oggi l’elenco delle Regioni in fascia arancione, quelle non proprio in situazione grave come le zone rosse ma più a rischio delle zone gialle, si allarga con altre 5 Regioni. Come detto in premessa, sono Abruzzo, Basilicata, Umbria, Liguria e Toscana. E sulla Campania si deciderà in serata in che fascia inserirla.

E mentre si chiudono bar e ristoranti in queste Regioni, mentre si adottano misure più restrittive verso la popolazione, anche il Ministero dell’Interno passa al contrattacco per quanto riguarda i controlli.

Infatti il Viminale ha deciso di produrre e spedire alle Prefetture, una circolare che di fatto segna le linee guida da seguire sul territorio in materia controlli.
Regole più severe, tolleranza zero e sanzioni pesanti per chi è colto a violare le norme anti contagi.

Se necessario, il Viminale autorizza e suggerisce di chiudere piazze, strade e vie delle città, dove si possono creare assembramenti.

Per chi trasgredisce le regole previste dall’ultimo Dpcm di Conte e per chi viola le regole anche locali stabilite da ogni singolo governatore, la circolare spinge le Prefetture ad un intervento duro e deciso. Tradotto in termini pratici, tolleranza zero e stretta contro i trasgressori.

“Intervenire in modo efficace e tempestivo sulla prevenzione degli assembramenti, a seguito dell’elevato numero registrato sul territorio nazionale nell’ultimo fine settimana e delle preoccupanti percentuali di inosservanza dell’obbligo di utilizzo delle mascherine”, questo il testo della circolare inviata dal Viminale a tutti i Prefetti della Penisola.

Cosa dice la circolare del Ministero di Luciana Lamorgese

La circolare, firmata dal Ministro dell’Interno in persona, Luciana Lamorgese, suggerisce anche di “convocare in via d’urgenza i comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza pubblica al fine di programmare controlli più serrati e concordare con i sindaci l’utilizzo degli strumenti per il contenimento del fenomeno, in vista dei prossimi weekend”.
Via alla stretta quindi, con la circolare che sottolinea come gli interventi devono essere mirati a detonare il pericolo di diffusione del Covid, che nelle ultime settimane ha numeri allarmanti.

“A partire dall’applicazione delle misure indicate nell’ultimo Dpcm sull’interdizione di strade o piazze potenzialmente interessate da assembramenti che, come specificato con la circolare del 20 ottobre 2020, può anche avvenire attraverso il contingentamento degli accessi”, questo ciò che il Viminale chiede, cioè la chiusura die luoghi più affollati ove non sia possibile agire diversamente evitando gli assembramenti.

Sanzioni pesanti per chi trasgredisce

Le regole dure lo sono già e il Viminale chiede di applicarle con fermezza assoluta.
Chi esce di casa senza un valido motivo rischia una sanzione da 400 a 1.000 euro, che diventano più pesanti per i recidivi.

Quando si parla di valido motivo ormai gli italiani lo sanno bene che bisogna uscire per motivi di lavoro, salute o urgenze varie.

Le sanzioni vanno pure verso chi non indossa la mascherina o per chi viola il divieto di assembramento. Inoltre, per chi è positivo e viola la quarantena, oltre ad una pesante multa tra i 500 ed i 5.000 euro, c’è anche la denuncia penale con pena detentiva da 3 a 18 mesi.