Autore: Luigi Crescentini

Coronavirus

Coronavirus, salgono i contagi in Lombardia: ministro Speranza: «dobbiamo tenerci pronti ad una seconda ondata»

Aumentano i casi di contagio in Lombardia, ma sono in calo i numeri di decessi e di malati.

Se i numeri, nelle ultime settimane, ci hanno fatto sperare, adesso sale di nuovo la preoccupazione soprattutto in Lombardia, una delle Regioni più colpite. Ieri in totale, si sono calcolati 379 nuovi contagi numero maggiore rispetto al giorno precedente con 202 casi.

Ma a preoccupare è proprio la Regione Lombardia dove ieri si sono registrati 202 casi in più rispetto ai 99 del giorno prima. In realtà, c’è da dire che sono stati anche effettuati più tamponi in tutta Italia e soprattutto nelle Regioni maggiormente colpite.

I dati rilevati tra il numero di tamponi eseguiti e i nuovi positivi rivelano un aumento, dal 1,1% di mercoledì al 1,9% di ieri. I numero di decessi registrati nella Protezione civile invece, sono in diminuzione: 53 vittime rispetto ai 71 del giorno precedente.

Su scala nazionale, la riduzione del numero di decessi, è dovuta anche al fatto che in dieci Regioni come Emilia Romagna il numero di vittime per Coronavirus è stato pari a zero. Anche il Lombardia nonostante si è registrato un aumento dei contagi, i decessi sono in calo. I dati sono promettenti anche per quanto riguarda il numero di persone malate e ricoverate.

Covid-19, aumentano i contagi, il ministro Speranza: «l’epidemia non è finita, dobbiamo tenerci pronti per una seconda ondata in autunno»

Dunque si può dedurre che c’è stato un aumento di contagi ma può essere semplicemente dovuto al fatto che sono stati eseguiti più tamponi, per il resto i dati sono in calo sia per le vittime che per i pazienti malati. Ma ancora è troppo presto per abbassare la guardia, anche perché alcuni esperti sospettano che la curva epidemiologica potrebbe risalire già nella stagione autunnale. «È possibile che con il ritorno dei mesi più freddi, e mi riferisco al tardo autunno e inverno, ci possa essere una ripresa della curva. Anche perché è evidente che sia nel nostro Paese, ma ancora più in altri continenti, il virus circola eccome. Basta vedere i dati del Brasile e dell’America Latina tutta, o dell’india. Io credo che la cosa fondamentale sia farci trovare preparati a gestire questa seconda ondata che comunque, dovesse mai esserci, non ritengo avrà le dimensioni e la portata della prima». Ha affermato Franco Locatelli, presidente del Consiglio Superiore della Sanità, in una pubblicazione riportata sul «Corriere della Sera».

Anche secondo il ministro della salute Roberto Speranza è necessario tenersi pronti ad un’eventuale seconda ondata che, anche se non è certa, potrebbe comunque verificarsi. «L’epidemia non è finita: ci sono ancora focolai di trasmissione attivi. E il virus, anche se in forma ridotta e con una prevalenza di casi asintomatici, continua a circolare. Quello che dobbiamo fare è tenere alto il numero dei tamponi effettuati, soprattutto per ricercare possibili focolai laddove il Covid ci ha fatto più male. Per questo non bisogna esitare nemmeno un secondo a prendere nuovi provvedimenti rigorosi nel caso se ne manifesti la necessità». Questo è ciò che ha raccomandato il ministro della Salute.