Autore: B.A

Coronavirus

Coronavirus, salgono i contagi: con RT oltre 1,5, chiusure locali e simili per 3 settimane

Se i contagi supereranno la linea indicata dagli scienziati, le nuove chiusure potrebbero essere necessarie.

In Italia non si rischia un nuovo lockdown, questo ciò che continuano a ripetere il Premier Conte, il Ministro della Salute Speranza e anche qualche tecnico tra virologi, infettivologi e scienziati che collaborano con l’esecutivo in questa fase di assoluta emergenza. La situazione però sta peggiorando giorno dopo giorno, di pari passi con l’impennata dei contagi. Prima 2.500, poi 3.000, poi di colpo oltre 4.500 e ieri oltre 5.000.

Il bollettino quotidiano torna a mettere ansia agli italiani. E sul «Corriere della Sera», nonostante come detto, dai vertici dello Stato la parola lockdown viene allontanata come pericolo imminente, si parla di ipotetiche nuove chiusure se i contagi torneranno a salire.

L’indice Rt, cos’è?

L’indice Rt indica la forza di trasmissione del virus, cioè la capacità che ha di contagiare una persona infetta. Nessuno ha dimenticato ciò che succedeva a marzo e aprile, quando si diceva che un contagiato ne riusciva a contagiare anche 4. Il dato indica la probabilità di trasmissione del virus in un valore numerico che mette in rapporto gli attuali sintomatici con i possibili nuovi contagi.

In linea di massima il pensiero di virologi ed esperti è che se questo indice supera uno, la situazione si fa preoccupante. E nella settimana tra il 28 settembre e il 4 ottobre, nella penisola si è registrato un drastico aumento di contagi, focolai e pure di questo fatidico indice.

In altri termini, un progressivo peggioramento della pandemia, una specie di seconda ondata, quella tanto temuta ma che nessuno dice sia già arrivata. In Italia abbiamo 3.805 focolai attivi, oltre 70.000 persone positive e tra il 17 e il 30 settembre l’indice di trasmissibilità (Rt) calcolato sui casi sintomatici è pari a 1,06.

Con indice oltre 1,5 si rischiano nuovi lockdown

Nessuno vuole nominare la parola lockdown, soprattutto per uno nuovo. La paura di nuove chiusure però resta viva. E in alcuni posti ci sono già accenni di lockdown, anche se circoscritti a determinate zone come successo a Latina, nel Lazio. Solo in 3 delle 107 Province dello Stivale, non ci sono focolai attivi.

La maggior parte dei nuovi focolai è in ambito domestico, cioè nella famiglia. Nell’ultima settimana poi, i focolai scatenatisi nelle attività ricreative (bar, ristoranti, locali di intrattenimento e così via), sono in diminuzione, anche se questa percentuale sul totale non è stata mai davvero preoccupante (l’ultima settimana il 4,1%, mentre la precedente il 4,5%).

Anche nella scuola la dinamica dei contagi sembra irrilevante (pari al 2,5%) rispetto al 77,6 dei contagi in ambito domiciliare. Va detto inoltre, che l’indice Rt è sopra uno in ben 13 Regioni dello stivale. La Campania ha il valore di 1,24, poi la Sicilia con 1,22, la Provincia Autonoma di Trento a 1,18. Molise, Emilia Romagna e Marche stanno messe meglio di tutti, con rispettivamente 0,61, 0,84 e 0,91.

Il rischio, se i numeri dovessero continuare a moltiplicarsi di giorno in giorno, come pare stia accadendo è che il governo preveda l’inevitabile, cioè il progressivo inasprimento delle misure restrittive.

Se l’indice Rt dovesse superare 1,5 che è la soglia che gli esperti considerano come la dead line della pandemia, secondo il «Corriere della Sera» potrebbero decidere di chiudere le attività ricreative per una ventina di giorni.

Il lockdown totale sarebbe devastante per l’economia, e sembra che l’obiettivo del governo è lasciare aperte le attività produttive e le scuole. Ma se i numeri saranno ancora questi e se l’indice Rt supererà 1,5, l’ipotesi già ventilata qualche giorno fa, di chiusura anticipata di locali, bar e ristoranti, non sarebbe del tutto infondata.