Autore: B.A

Coronavirus

Coronavirus: nuovi arrivi al Sud di gente che fugge dal Nord

Il Presidente della Regione Puglia su Facebook lancia l’allarme.

Sono ancora chiare e lampanti nella memoria le immagini della gente riversata nelle stazioni milanesi che cercavano di scappare via dalla Lombardia per arrivare al Sud. Una fuga dal coronavirus che tutti hanno detto sbagliata e pericolosa, con la concreta possibilità che l’epidemia potesse spostarsi, insieme ai fuggiaschi, da Nord a Sud. Una azione, quella che è stata documentata da riprese televisive che lasciano poco spazio anche a chi crede poco in queste cose, scellerata. Mettere a rischio i parenti al Sud, magari anziani, ed in una zona dello stivale dove notoriamente le strutture sanitarie sono meno funzionanti di quelle di Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna è stato un gesto che chi lo ha fatto dovrebbe vergognarsi.

Erano le ore immediatamente successive al nuovo decreto del Consiglio dei Ministri, con il Premier Giuseppe Conte che in diretta Tv annunciava l’inasprimento dei divieti agli spostamenti tra Regioni, tra Comuni ed anche nello stesso Comune. Fatto sta che per paura di venire fermati al Nord, molti hanno deciso di fare i bagagli e scappare nelle stazioni più vicine per partire con i primi treni destinati al Mezzogiorno. Una vigliaccheria che continua, almeno stando alle notizie di oggi e ad un allarme che ha lanciato il governatore della Regione Puglia, Michele Emiliano.

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Emiliano su Facebook parla di nuovo esodo

Il presidente della Regione Puglia, l’ex sindaco di Bari Michele Emiliano, in riferimento alla notizia di un nuovo esodo da Milano verso il Sud Italia a bordo di treni partiti nella notte, ha lanciato un nuovo allarme. Un allarme come si usa ai giorni nostri, cioè via social. Su Facebook il Presidente Emiliano non ha usato giri di parole, acusando chi si è imbarcato sui treni in direzione Sud: “Ci state portando tanti altri focolai di contagio che avremmo potuto evitare“.

Un post dettagliato quello del governatore pugliese che ha accusato quelli che stanno rientrando di comportarsi in modo poco ortodosso. “Di nuovo ondate di pugliesi che tornano in Puglia dal Nord. E con loro arrivano migliaia di possibilità di contagio in più. Avrete probabilmente esibito ai soldati alla stazioni le vostre legittime autocertificazioni sulla motivazione del vostro ritorno, spero che abbiate le mascherine e che teniate la distanza di un metro l’uno dall’altro in treno”, questo letteralmente ciò che il Presidente Emiliano ha scritto sul suo canale ufficiale Facebook.

Anche in Puglia la situazione sta peggiorando

Una cosa è certa e cioè che in pochi giorni migliaia di pugliesi che per un motivo o l’altro stavano al nord (lavoro, studio e così via), hanno fatto rientro in Puglia. E per Emiliano questo sta aggravando la drammatica situazione. Emiliano inoltre è tornato a suggerire a chi rientra dal Nord, le regole di comportamento e la prassi da seguire per fare le cose per bene. “ Vi ricordo che appena arrivate dovete richiudervi in casa e che dovete stare lontani da genitori, fratelli, nipoti, amici, nonni e malati che rischiano di morire se contagiati”, queste le parole, dure, forti ma che erano necessaria da parte del governatore. La quarantena per chi scende dal Nord ed entra in Puglia, o in un’altra Regione qualsiasi, resta di 14 giorni. Chi non adempie a queste semplici regole, può essere sanzionabile penalmente. Lo prevede infatti l’articolo 650 del Codice Penale.

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In Puglia molti arrivi

Come dicevamo in riferimento al Presidente Emiliano, in Puglia la situazione sta peggiorando. Non siamo ancora ai livelli delle Regioni del settentrione, ma il peggioramento è evidente. Solo venerdì, si è registrato un aumento di 50 nuovi casi di contagiati, con il numero totale che è salito a 158. L’Ansa ha dato notizia di persone arrivate da Milano e Torino in Puglia questa mattina, con 20 persone a Lecce, 5 a Bari e 5 a Foggia. Persone intercettate e controllate dalle autorità, dopo l’allarme nuovo esodo di questa notte. Ma la situazione è la medesima anche in Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia, dove adesso chiedono che i treni e i bus vengano fermati a Villa San Giovanni, perché se riescono a lasciare la Calabria, imbarcandosi sui traghetti per arrivare in Sicilia, poi sarà difficile gestire gli arrivi e controllarli tutti.