Coronavirus nei bambini e varianti: l’esperto fa chiarezza

Coronavirus nei bambini e varianti: l'esperto fa chiarezza

Alberto Villani, presidente dell’Associazione Italiana di Pediatrica, ha spiegato la situazione in un’intervista pubblicata sul Corriere della Sera.

Varianti, coronavirus e bambini. Un tema attuale, ma che può diventare disorientante per via di una comunicazione che rischia di apparire schizofrenica per l’utente finale.

Meglio dare la parola agli esperti come Alberto Villani. A parlare è il presidente dell’Associazione Italiana di Pediatria, nonché direttore della Divisione di malattie pediatriche e infettive generali del Bambino Gesù di Roma e membro del Comitato Tecnico Scientifico.

Coronavirus e nuove varianti: la situazione

«L’aumento dei contagi tra i bambini - ha detto in un’intervista al Corriere della Sera (edizione del 14 febbraio) - è un fatto reale.» Tuttavia, quello che potrebbe apparire un dato allarmante è, in realtà, un aspetto su cui costruire un’analisi che sia dettata dalla scienza.

«Non è documentato - ha precisato Alberto Villani - che il fenomeno sia dovuto alle varianti, però è verosimile. Sappiamo che le tre mutazioni del virus gli conferiscono la capacità di una maggiore diffusione quindi la popolazione dei piccoli non può non essere coinvolta». Villani ha comunque aggiunto che «ci sono altri elementi da tenere in considerazione».

Coronavirus nei bambini: la lettura della crescita

Nella prima ondata di coronavirus si era giunti, in un certo senso, a conclusione che il virus risparmiasse i più giovani. Villani ha, però, precisato come questi dati potessero risentire del fatto che il lockdown avesse tenuto, soprattutto i bambini, al riparo tra le mura domestiche.

L’allentamento delle misure e una crescente quantità di test, anche sulle fasce anagrafiche in età adolescenziale o pediatrica, ha permesso di portare alla luce via via più casi. Si è passati dall’1,3% di under 18 colpiti nella prima fase, al 12-15% censito a settembre.

Il dato che, sin dall’inizio dell’epidemia, rischia di passare sotto traccia è che essere positivi al virus non significa sviluppare una sintomatologia severa. Non a caso, al momento, gli effetti del coronavirus e delle sue varianti sui bambini non paiono allarmare gli scienziati. Anche perché i casi gravi sono, per fortuna, una rarità negli under 18 a cui viene riscontrata la positività.

Nuove varianti coronavirus e bambini, la necessità di tenere i giusti comportamenti

Tuttavia, deve restare alto livello di guardia affinché non si favorisca la diffusione dei virus. «L’attenzione - ha precisato Villani - deve essere massima. A maggior ragione sotto Carnevale, niente festicciole».

Un’altra questione riguarda i vaccini. Al momento la loro somministrazione per chi è in età evolutiva è indicata tra i 16 ed i 18 anni. Al di sotto di quella fascia, però, ci sono comunque minori con problemi cardiaci, disabilità neurologiche o quadri clinici particolari.

Una proposta fatta da Villani è quella di vaccinare chi si occupa di loro, in attesa di ulteriori evoluzioni. «Mi auguro - ha aggiunto - che le aziende abbiano avviato gli studi sui minorenni in modo da poter avere lo strumento per vaccinare anche i più piccoli».

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