Autore: B.A

Coronavirus: mettere in forno il pane ed altri freschi serve a cancellare tracce del virus?

Comprare alimenti freschi e mangiarli può essere un veicolo di trasmissione del coronavirus?

Chiamiamole fobie, paure o preoccupazioni esagerate, ma di questi tempi, con il Paese alle prese con la pandemia e con il coronavirus, molti si pongono domande su cosa si debba fare per evitare di rimanere contagiati dal coronavirus. E ci si pongono le domande più assurde, come per esempio l’acquisto di generi alimentari da un negozio e sul fatto che questi possano essere contagiosi. Soprattutto per l’acquisto di prodotti freschi, magari di salumeria, o per esempio il nostro amato pane, ci sono dei rischi?

E ci sono pure quelli che pensano a soluzioni fai da te, cioè a stratagemmi che potrebbero essere idonei a cancellare eventuali tracce del coronavirus da cioè che compriamo. Una di queste è infornare il pane a casa, cioè metterlo nel forno per qualche minuto. Potrebbe aiutare questa soluzione se davvero il pane acquistato al nostro forno di fiducia, fosse stato contaminato, magari dagli addetti del forno mentre c’è lo vendono? Vediamo di approfondire il tema, basandoci sui pareri di chi ne sa più di noi, ben cosci del fatto che anche i virologi e gli scienziati parlano del coronavirus come di un virus, per grossa parte ancora sconosciuto.

Cosa dice la scienza

Il Covid-19, questo particolare e contagiosissimo virus è ancora contornato da dubbi e da un alone di mistero, anche per soggetti che di virus ne capiscono e tanto. Sembra però che sia certo che il coronavirus non resista a temperature superiori ai 60 gradi. Ciò significa che il pane, comprato al forno e naturalmente cotto, viene cucinato a temperature superiori ai 60 gradi e questo dovrebbe fugare qualsiasi dubbi in chi crede che la sua pagnotta possa essere contaminata dal Covid-19.

Questo parlando del processo di produzione, perché su quello di vendita i dubbi sono altri che però sarebbero fugati dal fatto che se si sceglie un forno serio, al suo interno anche al banco vendita si lavora un regime di massima sicurezza, con il personale e gli addetti che sanno perfettamente come muoversi anche di questi tempi. Resta il fatto che per quanto dicevamo prima, e cioè per il fatto che il coronavirus sopra i 60 gradi non resiste, passare per qualche minuto il pane in forno potrebbe anche andare bene, se non come azione utile, quanto meno a far stare tranquilli i dubbiosi.

E con gli altri alimenti?

Ma non c’è solo il pane naturalmente. Perché lo stesso discorso vale per ogni alimento che è soggetto a manipolazione da parte degli addetti alla produzione. Parliamo della mozzarella per esempio, oppure dei salumi e degli insaccati in salumeria. Cibi che non si mangiano cotti, ma così come vengono comprati.

Le indagini fin qui conosciute sono state condotte sulla permanenza del virus su materiali, cosiddetti inerti. Parliamo di acciaio, plastica, vetro, guanti e camici. Negli alimenti il comportamento del virus e la sua persistenza in superfice, potrebbe essere diverso da quello che si dice sulle maniglie, sui carrelli della spesa, i distributori automatici, i bancomat e così via, cioè cose che possono venire in contatto con diverse persone e con diverse goccioline di saliva.

In questo caso, guanti e lavaggio delle mani, e divieto assoluto di toccarsi naso, occhi e bocca devono essere la prassi. Sugli alimenti invece non è chiaro cosa accada e che rischi si corrono. Sembra che la scienza sia orientata a considerare improbabile che un cibo possa essere quello che trasmette il coronavirus. Gli alimenti contengono nutrienti e umidità e la sopravvivenza di ogni microrganismo su un alimento, compresi i virus, è condizionata da una serie di fattori che sono necessariamente diversi rispetto ai materiali inerti.

Tutte queste caratteristiche potrebbero rendere più difficile la vita al virus, in particolare se passa del tempo dall’acquisto al consumo. Inoltre, se torniamo al pane, anche il fatto di metterlo nel sacchetto per la dispensa, o nel contenitore destinato a conservarlo morbido, o se lo affettiamo, probabilmente causiamo un fenomeno che è quello di rimozione parte dei migro organismi superficiali, che vanno via con o sbriciolamento.