Coronavirus: la situazione nel mondo - 2 marzo 2021

Coronavirus: la situazione nel mondo - 2 marzo 2021

Nonostante in molti Stati del mondo siano iniziate le vaccinazioni, il Coronavirus non vuole arrestarsi: nelle ultime 24 ore ci sono stati quasi 7mila morti.

Secondo gli autorevoli dati della Johns Hopkins University, dall’inizio della pandemia di Coronavirus nel mondo ci sono stati 114.428.987 contagi e di queste persone 2.537.563 sono decedute a causa di complicazioni legate all’infezione del virus.

Nelle ultime 24 ore i contagi complessivi nel mondo sono stati 363.757 e i decessi sono stati addirittura 6.851. Da questi numeri si comprende che, nonostante in molte nazioni del mondo siano iniziate le vaccinazioni, il Covid continua ad essere estremamente aggressivo su tutto il globo.

Il Coronavirus non si arresta

A livello globale sono iniziate le vaccinazioni di massa, ma nonostante ciò il Covid-19 continua a imperversare in tutto il mondo. Il direttore delle operazioni di emergenza dell’OMS, Michael Ryan, ha reso noto che la scorsa settimana si è registrato un preoccupante aumento di casi di Coronavirus nel mondo. Dopo ben sette settimane di numero positivi che dimostravano un rallentamento del virus, il Covid è tornato a raggiungere numeri molto preoccupanti.

Secondo Ryan si tratta di una notizia allarmante dal momento che mostra come la diffusione delle nuove varianti del virus rendano questa malattia più facilmente trasmissibile. Secondo il direttore, il Coronavirus non verrà sconfitto entro la fine di quest’anno anche se la speranza resta quella di ridurre il numero di ospedalizzazioni e di decessi.

In USA c’è allarme per le varianti

Nelle ultime 24 ore in USA si sono registrati 56.672 nuovi casi e 1.425 decessi causati dal Covid-19. La scorsa settimana, stando a quanto riportato dal New York Times, si sono verificati circa 67.470 nuvi contagi al giorno. I dati sono in notevole diminuzione rispetto alle prime settimane di febbraio, ma nonostante questo c’è grande apprensione per la diffusione delle varianti.

La direttrice dei Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie, Rochelle Walensky, ha ammesso che esiste il preoccupante rischio che le mutazioni del virus causino un nuovo aumento dei casi. Il motivo è legato anche al fatto che i cittadini americani non sempre rispettano le misure di prevenzione. Proprio per tale motivo la Walensky ha lanciato un appello chiedendo di indossare sempre le mascherine e osservare una corretta igene personale, la donna ha anche intimato di evitare gli assembramenti.

Giappone contro Cina per i tamponi rettali

Il Governo del Giappone ha reso noto di non aver ricevuro alcuna risposta da parte del Governo Cinese riguardo la richiesta di interrompere la pratica dei controlli anti Covid effettuati con i tamponi anali sui cittadini giapponesi. Katsunobu Kato, capo del Gabinetto giapponese, ha fatto sapere che l’Ambasciata giapponese in Cina ha ricevuto molte lamentele a causa della pratica dei tamponi anali che vengono utilizzati da qualche tempo per controllare se un soggetto è positivo al Coronavirus.

In Giappone si parla di vero e proprio stress psicologico subito da chi è sottoposto a questo inusuale tipo di tampone, ma le autorità sanitarie cinesi hanno immediatamente contestato la tesi. Si resta ora in attesa di una risposta ufficiale da parte delle autorità della Cina. Leggi anche: Covid: il premier indiano Modi riceve il primo vaccino prodotto nel Paese