Autore: Luca D

Unione Europea - Coronavirus

Coronavirus, l’OMS: «Troppo presto per riapertura»

I paesi europei iniziano a prepararsi per la fase 2, ma l’Organizzazione Mondiale della Sanità avverte: «Bisogna avere pazienza, è ancora troppo presto»

Da alcuni giorni i numeri diffusi dalle autorità competenti si portano dietro una ventata di ottimismo. Nella giornata di ieri il numero dei nuovi contagi in Italia è cresciuto solo di 880 unità. Si tratta del miglior dato nell’arco dell’ultimo mese. Tale statistica acquisisce ancor più valore se consideriamo che il numero dei tamponi effettuati e processati non è variato. In generale, la situazione è in lento ma costante miglioramento in tutta la penisola ad eccezione dell’area metropolitana di Milano dove i contagi continuano a crescere in maniera più veloce rispetto a quanto accade nel resto del paese.

In Europa migliora la situazione ma l’OMS avverte: “Troppo preso per riaprire”

Anche nel resto d’Europa le ultime novità sono lievemente incoraggianti. Il numero dei decessi continua a crescere ma quello dei contagi inizia a rallentare la sua corsa. Alla luce di ciò molti paesi si stanno organizzando per la famosa fase 2, ossia la fase in cui, con un processo graduale si uscirà da questa situazione per tornare, con molta attenzione e prudenza, alla normalità.

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Una fascia sempre più importante della popolazione europea ed italiana spinge per affrettare il rientro alla normalità e quindi l’inizio della fase 2, ma l’Organizzazione Mondiale della Sanità invita tutti a mantenere la calma e a non correre. Ad oggi i numeri relativi ai paesi dell’Unione Europea parlano di quasi 700.000 contagiati ed oltre 52.000 decessi. Tali numeri presentano però delle falle e quindi dovranno essere rivisti quando le acque si calmeranno visto che il conteggio cambia tra i diversi stati.

In una conferenza stampa virtuale da Copenaghen, capitale della Danimarca, Hans Henri P. Kluge, presidente dell’OMS per quanto riguarda l’area europea, ha sottolineato quanto la fine dell’emergenza non sia ancora vicina e pertanto bisogna continuare a muoversi con estrema cautela. Ecco le parole pronunciate dal presidente: “Non è ancora il momento di allentare le misure, anzi, bisogna raddoppiare se non triplicare gli sforzi. E’ evidente che ci siano i primi segnali incoraggianti, soprattutto dai paesi in cui l’epidemia ha colpito prima, ma la situazione rimane ancora molto preoccupante e rimane il rischio di una seconda ondata di contagi o, peggio ancora, di una nuova impennata di essi a causa dell’apertura prematura delle attività.”

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R0 raggiunge il valore di 1, si inizierà a riaprire quando giungerà a 0,5

Anche Francesco Boccia, ministro per gli affari regionali, ha sottolineato quanto sia importante diffidare da atteggiamenti frettolosi: “Siamo giunti al punto in cui un infetto contagia solo una persona. Eravamo partiti da un rapporto 1 a 2,5 quindi è un buon risultato. Tuttavia bisognerà aspettare che tale valore scenda al di sotto dello 0,5 per iniziare il lento processo di riapertura del paese.” Una previsione verosimile è quella secondo la quale il lockdown continuerà per tutto il mese di aprile, da inizio maggio si inizieranno a riaprire le prime attività.