Autore: Giacomo Mazzarella

Coronavirus: indennizzo anche per il lavoro nero? Ecco l’analisi

Come aiutare le famiglie con redditi da lavoro nero è un problema.

Aiutarli nonostante l’illegalità o lasciarli nella condizione in cui si trovano? Questo è il dilemma che riguarda i lavoratori sommersi, quelli che per il fisco sono fantasmi. Adesso si ragiona su come fare per dare ossigeno a tutte le famiglie, anche a quelle, soprattutto al Sud, in cui il reddito familiare deriva dal lavoro nero dei componenti. Lo dice bene un articolo del quotidiano «Avvenire», dove si parla già di potenziale bomba sociale in arrivo. I primi accenni già ci sono stati, con il caso dei supermercati Lidl a Palermo. Ma il malcontento è più diffuso di quanto si creda, e sui social network si vede bene.

Si rischiano assalti ai supermercati

I primi segnali di insofferenza sono solo minacce per il momento, naturalmente se si escludono le 20 persone di Palermo che hanno cercato di fuggire non pagando la spesa al supermercato. Minacce via web, dove molte persone manifestano il fatto che sono sul lastrico, che non hanno soldi per la spesa. E ci sono video oramai diventati virali, con gente (a Bari), davanti agli istituti di credito che chiedono soldi e che vengono calmanti dai carabinieri. Insomma, la fase è bello cara e c’è chi parla di bomba sociale in arrivo. Il caso dei lavoratori in nero è lapalissiano.

Nessun aiuto per queste persone che fino a pochi giorni fa davano da mangiare alla loro famiglia con i proventi del loro lavoro irregolare. La verità è che dopo 20 giorni di chiusura attività, lavori e di divieti vari, molte famiglie iniziano ad avere il problema della spesa di generi alimentari. E come già detto, nel Mezzogiorno il fenomeno è assai diffuso e quasi tutto derivante dal lavoro nero. Per questi lavoratori in nero, da un giorno all’altro sono finite tutte le entrate.

La politica si muove?

Un problema che non è certo nascosto. Infatti la politica sembra che già ne sia a conoscenza. Lo dimostra ciò che ha detto Giuseppe Provenzano, il Ministro del Mezzogiorno. Il Ministro ha sollevato ufficialmente la questione del lavoro nero. E per questo è stato già duramente contestato, perché ha chiesto di estendere tutele anche ai lavoratori in nero. Critiche che hanno costretto Provenzano a chiarire che lui non è che vuole legalizzare il lavoro nero, ma è innegabile che dopo il decreto Cura Italia, siano emerse criticità in diversi ambiti lavorativi, ed una di queste è senza dubbio il lavoro nero.

Il decreto di aiuto del governo ha riguardato lavoratori di diversi settori, a cui sono stati previsti indennizzi e bonus già per il mese di marzo. Ma molte altre categorie di soggetti sono stati esclusi. Tra questi il lavoro sommerso, i cosiddetti irregolari. Ed è una platea enorme, che secondi l’ISTAT consta in oltre 3,7 milioni di lavoratori. Una problema multisettoriale, perché riguarda il lavoro domestico, i lavoratori in agricoltura, l’edilizia, il commercio, i trasporti, gli alberghi e la ristorazione.