Autore: Luca D

Svezia - Coronavirus

Coronavirus, il modello svedese: il paese continua a vivere quasi normalmente

La Svezia, così come la Svizzera, hanno deciso di adottare una strategia diametralmente opposta rispetto a quella adottata dall’Italia e dalla maggior parte degli altri paesi occidentali.

Le più grandi nazioni europee, la nostra Italia inclusa, e una buona parte degli Stati Uniti sono in lockdown, le principali attività sono chiuse, la gente non può uscire di casa se non per motivi necessari e continua a lavorare solo chi svolge un ruolo essenziale e di primaria importanza nella lotta alla diffusione del coronavirus SARS CoV 2. In giro per il mondo, o meglio per l’Europa, ci sono pochi esempi di intere nazioni che hanno scelto di adottare una strategia diversa nella lotta al coronavirus.

Si tratta di Svizzera e Svezia che, sin dal primo momento, hanno deciso di non ricorrere al blocco totale del paese. Come loro, anche Regno Unito, Brasile ed altre nazioni si erano dette disponibili a seguire queste strategie salvo poi invertire il trend dopo qualche giorno. Svezia e Svizzera, invece, continuano a seguire le linee guida iniziali, nonostante la Svizzera presenti una “densità di contagio” altissima e prossima ad un contagio ogni 500 persone, il più alto al mondo.

Come si sta muovendo la Svezia

In un primo momento le strategie adottate da Svezia e Svizzera potrebbero sembrare un vero e proprio suicidio ma, se analizzate con attenzione, si scopre che hanno una logica ben precisa dietro. Innanzitutto partiamo dal fatto che i due paesi hanno una densità di popolazione molto bassa, sono dei paesi ricchi e all’avanguardia dove i sistemi sanitari godono di ottima salute, al contrario di quanto succede in Italia. La situazione iniziale presenta quindi notevoli differenze tra diversi paesi. L’epidemiologo svedese Tegnell spiega il punto di vista suo, responsabile della gestione dell’emergenza in Svezia, e del suo intero paese. Innanzitutto specifica che non è vero che la Svezia non ha preso nessun provvedimento, semplicemente ha preso dei provvedimenti meno rigidi: le scuole e le università sono chiuse, i bar possono offrire solo e soltanto servizio al tavolo, sono vietati gli assembramenti con più di 50 persone e quindi sono annullate tutte le manifestazioni sportive e politiche.

LEGGI ANCHE: Inps e Coronavirus: presentate 2 milioni di domande per i sussidi del decreto Cura Italia

Il parere dell’epidemiologo responsabile della gestione della crisi in Svezia

La Svezia ha accertato il primo caso di coronavirus all’interno del confine nazionale il 31 gennaio, attualmente conta un numero di 5.000 contagi, di cui 400 in terapia intensiva e 239 deceduti. L’epidemiologo Tegnell ha detto: “Voi fate come se l’epidemia possa scomparire nel giro di qualche settimana, massimo mese. Noi invece stiamo cercando di rallentarla, perché crediamo che questa malattia non se ne andrà così presto e dovremo conviverci a lungo. Almeno fino all’introduzione di un vaccino e questo richiederà anni.” L’epidemiologo svedese mette in guardia paesi come l’Italia che hanno deciso di usare misure totalmente opposte: “Cercare di fermare l’epidemia chiudendo interi paesi potrebbe produrre un risultato peggiore in quanto tutto ciò renderebbe la seconda ondata maggiormente pericolosa.”