Coronavirus: il Governo valuta nuovi parametri e un’ulteriore stretta

Coronavirus: il Governo valuta nuovi parametri e un'ulteriore stretta

Per limitare il contagio della pandemia, il Governo valuta la proposta dell’ISS di far scattare la zona rossa in automatico con 250 casi ogni 100mila abitanti.

Nella giornata di domani, lunedì 11 gennaio, è prevista una riunione con Regioni, Anci e Upi. A convocare la riunione è stato Francesco Boccia, minstro per gli Affari Regionali, allo scopo di discutere riguardo le nuove misure da inserire all’interno del nuovo DPCM che entrerà in vigore a partire dal 16 gennaio. A questa riunione, programmata per le 10.30, prenderà parte anche il ministro della Salute Roberto Speranza partecipando in video conferenza.

Possibilità di un’ulteriore stretta nel nuovo DPCM

All’interno del nuovo DPCM dovrebbero essere confermate tutte le attuali misure anti-contagio, inoltre il Governo starebbe valutando in queste ore l’ipotesi aggiungere ulteriori restrizioni. Dopo l’abbassamento della soglia dell’Rt per determinare il posizionamento nelle fasce, si sta infatti prendendo in considerazione di introdurre una nuova stretta.

L’ISS (Istituto Superiore di Sanità) ha proposto di far scattare in automatico la zona rossa in caso di un’incidenza settimanale superiore a 250 casi ogni 100 mila abitanti. L’idea è già stata condivisa anche dal Cts e ora deve però essere concordata con le Regioni. Una runione tra Governo e Regioni non è ancora stato fissato, ma dovrebbe tenersi all’inizio della prossima settimana.

Dopo aver rivisto la soglia dell’indice Rt, abbassandola ad 1 per entrare in zona arancione (prima era a 1,25) e a 1,25 anziché (prima era a 1,50) per passare alla zona rossa, il Governo punta ad inserire la nuova modifica nel DPCM che entrerà in vigore dal 16 gennaio. Nel caso in cui questa nuova stretta venga resa ufficiale, la zona rossa scatterà quindi in modo automatico in quelle regioni dove l’incidenza settimanale è di 250 casi Covid ogni 100mila abitanti.

Con i dati attuali, il Veneto sarebbe dunque rosso, visto che ha un’incidenza di 453,31 casi, mentre l’Emilia-Romagna, con 242,44 casi, rimarrebbe di poco fuori. Ricordiamo che si tratta di dati della settimana dal 28 dicembre al 3 gennaio che, secondo le stime degli esperti, peggioreranno ancora di più nel prossimo monitoraggio.

La richiesta dei governatori delle Regioni

I governatori delle 5 regioni che da lunedì entreranno in zona arancione (Calabria, Emilia-Romagna, Lombardia, Sicilia e Veneto) chiedono al Governo «di fornire doverose e puntuali rassicurazioni circa un’immediata messa in campo di ristori e la loro quantificazione». Nella lettera, i presidenti spiegano che si tratta di una cosa essenziale per evitare «ulteriori penalizzazioni alle categorie colpite e per scongiurare il rischio che interi comparti vengano definitivamente cancellati dalla geografia economica delle nostre Regioni».

Come procede la campagna di vaccinazioni?

Uno degli obiettivi del Governo è quello di evitare che un’aumento dei casi di Coronavirus vada a compromettere la campagna di vaccinazioni. Nella giornata di ieri, il ministro della Salute Roberto Speranza ha affermato che «siamo partiti con un ritmo molto determinato e ieri abbiamo superato le 500.000 vaccinazioni in Italia».

Il ministro ha poi aggiunto che «siamo ancora all’inizio del percorso e le dosi di cui disponiamo sono ancora evidentemente limitate, abbiamo solo due grandi aziende che sono state autorizzate prima all’immissione in commercio, Pfizer e BioNTech, e da qualche giorno Moderna. Ci auguriamo solo che nel più breve tempo possibile altre aziende possano essere autorizzate a immettere in commercio il loro vaccino e dovremo essere poi veloci ad adattare ai nuovi numeri delle dosi disponibili la nostra macchina organizzativa e dentro quel passaggio sarà fondamentale il ruolo anche dei pediatri».