Autore: B.A

Coronavirus

Coronavirus: ecco i lavori più a rischio e quelli che riapriranno per ultimi

Il Cts produce la classificazione delle attività, mentre si va verso qualche riapertura dopo Pasqua

«Stop fino al 3 maggio, poi si uscirà», questo quanto si legge sul sito del noto quotidiano torinese «La Stampa» e che può essere considerata solo una speranza, visto che di certezze in questo periodo ce ne sono poche. Fatto sta che stasera il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte parlerà alla nazione ed al 99% confermerà la chiusura di tutto, il cosiddetto lockdown, fino al 3maggio. Confermate quindi le misure ristrettive valide fino al 13 aprile, perché nonostante i numeri dei contagiati sembrano migliorare, la curva (come la chiamano gli scienziati) non è ancora in discesa radicale. Probabilmente si cercherà di riaprire già dopo Pasqua qualche attività, ma saranno riaperture minime e fatte in base alla rischiosità dell’attività lavorativa. Tra l’altro il Comitato tecnico scientifico ha diramato una classificazione delle attività lavorative in base al rischio di contagiosità.

Quali attività più a rischio?

La classificazione di cui parlavamo in premessa, quella fatta dal Comitato tecnico scientifico sarà probabilmente quella che il governo sceglierà per provvedere alle riaperture scaglionate di cui Conte parla da tempo. Ci vuole pazienza e soprattutto prudenza. Il governo ha già scelto la linea da seguire per quanto riguarda lo sblocco delle attività lavorative, in base a cosa dice il Comitato tecnico scientifico. Nel suo rapporto il Cts segnala il livello di rischio basso, medio o alto per le diverse attività, una classificazione molto interessante.

Rischio alto per ristoranti, bar, dentisti, parrucchieri, personale scolastico e le attività che in genere comportano un rischio di contatto fisico piuttosto rilevante. Probabilmente queste saranno le attività che riapriranno più tardi, le ultime visto che senza dubbio sono quelle in cui per caratteristiche, la distanza di sicurezza è più difficilmente utilizzabile. Poi ci sono le attività a rischio medio, come gli uffici o le fabbriche dove è più difficile mettere in atto i protocolli di sicurezza.

Infine, le attività con indice di rischio basso, che dovrebbero essere le prime a riaprire non appena il pericolo della Pandemia lo permetterà. Si tratta di studi legali, di contabilità, agenzie di assicurazione, la fabbricazione di mobili, le attività immobiliari, le consulenze aziendali, la riparazione di materiale elettronico e per la casa, l’industria delle bevande e le coltivazioni.

Il governo ha scelto la salute

Molti lavoratori hanno chiesto al governo di riaprire le loro attività. Segnalazioni di questo tipo sono molte e lo confermano le dichiarazioni degli amministratori locali, che segnalano il malcontento dei loro concittadini. Anche Confindustria ha chiesto di riaprire alcune attività ma dal governo la risposta è stata chiara e lapalissiana e l’ha fornita il Ministro delle Regioni Francesco Boccia. Il rappresentante del governo ha detto a chiare lettere che: «Tra il rischio di una seconda ondata di contagi e quello di un collasso produttivo, il governo ha le idee chiare nello scegliere la salute dei cittadini».

Nella conferenza che il Presidente del Consiglio ha avuto con i sindacati, il Premier ha ribadito che non ci sono ora le condizioni per ripartire e questo probabilmente sarà il contenuto di ciò che stasera dirà al Paese. Potrebbero al massimo rientrare in un minimo allentamento delle restrizioni, solo le cartolibrerie e alcune attività produttive legate al settore agroalimentare o sanitario. Per il resto, poco e niente. Tutto rinviato al 3 maggio, dopo il ponte della festa dei lavoratori.