Autore: B.A

Coronavirus

Coronavirus: ecco cosa rimane aperto e cosa no nelle nostre città

Nuove limitazioni, nuove chiusure di attività commerciali e non per contrastare la pandemia da coronavirus.

Nuova serrata e nuove norme di contrasto alla diffusione del coronavirus. In Italia chiude quasi tutto per evitare di diffondere più di quanto già si stia diffondendo, il virus. Un nuovo decreto, stavolta senza distinzioni territoriali è stato emanato ieri sera dal Consiglio dei Ministri e reso pubblico in diretta dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Stop ad una serie di attività a cui sono state imposte la chiusura totale da oggi 12 marzo. E dopo il decreto del Consiglio dei Ministri sono state immediatamente diramate le ordinanze di ogni singola Regione che intimano i concittadini ad ottemperare alle nuove prescrizioni imposte. Cosa si può fare e cosa no nella vita di tutti i giorni? vediamo cosa bisogna sapere circa le nuove limitazioni imposte.

Chiusi bar e negozi, aperti tabaccai e uffici

La domanda più comune che molti italiani si pongono da questa mattina è cosa si può o non si può fare. Ieri sera il Consiglio dei Ministri ha ratificato l’inasprimento delle misure di contenimento del coronavirus. Il Premier Conte ha confermato in diretta televisiva che da oggi 12 marzo si passa allo step successivo di limitazioni e vincoli a cui i cittadini devono sottostare. Chiuse numerose attività simbolo della vita quotidiana degli italiani e così che adesso si deve restare davvero a casa, si devono cambiare radicalmente abitudini. Da stamattina chiusi del tutto i bar, i ristoranti, tutti i negozi di vendita al dettaglio, i centri commerciali, i parrucchieri, i centri estetici e tutti i mercati e mercatini.

fatti salvi i servizi essenziali

Il nuovo DPCM firmato dal premier Giuseppe Conte e da lui stesso diramato ieri sera, conferma che in Italia non ci sono zone rosse e zone di altro colore. Tutta l’Italia deve sottostare a queste nuove direttive che servono per contrastare quanto più possibile il diffondersi di questa malattia che da ieri l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha chiamato pandemia.I servizi essenziali però vengono garantiti, perché restano aperti i negozi che vendono qualsiasi genere alimentare, edicole, tabaccai, ottiche, farmacie e vengono garantiti i trasporti pubblici, i servizi postali, quelli bancari, e i servizi assicurativi.

Restano aperte le fabbriche che garantiscono però l’ottemperanza delle misure relative alla distanza di sicurezza e restano aperte le aziende zootecniche ed agricole. Aperti anche idraulici, meccanici, pompe di benzina e artigiani i genere mentre sono garantiti anche i servizi di consegna a domicilio di pizze e pasti vari.

Restano aperti anche gli uffici della Pubblica Amministrazione, ma solo per i servizi indifferibili da rendere al pubblico, perché per gli altri ci sarà lo smart working. Limitazioni pesanti dunque, ma necessarie per vedere di uscire fuori da questa situazione che giorno per giorno si fa sempre più pesante, con gli ospedali ormai prossimi al collasso.