Coronavirus e zona gialla, Speranza: «Non possiamo scherzare con il fuoco»

Coronavirus e zona gialla, Speranza: «Non possiamo scherzare con il fuoco»

Il ministro della Salute è intervenuto su Facebook, probabilmente in ragione delle immagini provenienti da tutta Italia dove si sono visti assembramenti in zona gialla.

Le immagini di assembramenti che hanno contraddistinto il weekend sono tornate a prendersi la ribalta mediatica. Avere quasi tutta Italia in zona gialla è stato, in alcuni casi, interpretato come una sorta di «libera tutti».

E non è tanto un atto di «irresponsabilità», quanto forse di leggerezza e di desiderio di liberazione di una popolazione che ormai da mesi ha visto, per diversi periodi, perdere libertà che dava per scontate.

Non è, però, questo il momento in cui si può abbassare la guardia. Lo ha fatto capire a chiare lettere il ministro della Salute Roberto Speranza che, con un post su Facebook, più che redarguire quanti hanno violato qualche norma anti-contagio, ha preferito offrire il quadro della situazione.

Zona gialla, le parole di Speranza

«Serve - ha detto il ministro - massima prudenza su tutto il territorio nazionale. Non dobbiamo - ha proseguito - vanificare i progressi delle ultime settimane, risultato dei sacrifici fatti finora».

Sì, perché se oggi l’Italia è quasi tutta in zona gialla buona parte del merito è della condotta dei cittadini. Se oggi c’è libertà di movimento all’interno dei territori regionali, se bar e ristoranti sono aperti dalle 5 alle 18, è perché nel Paese c’è stata la capacità di porre un freno deciso alla crescita della curva dei contagi.

Il rischio è che, però, avere qualche margine di libertà in più possa diventare l’occasione di generare situazioni pericolose a livello epidemiologico. «Zona gialla - ha precisato Roberto Speranza - non significa scampato pericolo. Il virus circola e il rischio, anche per via delle varianti, resta alto». «Non possiamo - ha chiosato il ministro della Salute - scherzare con il fuoco».

Coronavirus, la zona gialla va mantenuta

Il rischio, in questa fase, è sia sanitario che economico. Da una parte c’è, infatti, una certa apprensione rispetto alla possibilità che la circolazione di alcune varianti possa accelerare la diffusione del virus e, in qualche caso, mettere in discussione alcune certezze raggiunte a livello sanitario. Ma, soprattutto , un’eventuale impennata della curva epidemiologica potrebbe portare nuovamente le regioni in zona arancione e poi, eventualmente, rossa. Questo corrisponderebbe a nuove chiusure, restrizioni e limitazioni.

L’appello di Roberto Speranza potrebbe anche essere letto come un invito al buonsenso e a beneficiare dei margini concessi della zona gialla sulla base di quelli che ormai sono i comportamenti noti per evitare la diffusione del virus. Indossare sempre la mascherina, non fare assembramenti e mantenere sempre la distanza interpersonale rappresentano punti chiave per limitare i rischi. Norme che, a giudicare dalle immagini arrivate da quasi ogni parte d’Italia, non sempre sono state rispettate. E si tratta di un rischio che, evidentemente, non ci si può permettere per tutte le conseguenze che potrebbe portare.

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