Autore: Marilyn Aghemo

Coronavirus

Coronavirus, dossier con allarme intelligence: contagi sottostimati

Per il coronavirus è emerso un dossier dell’intelligence che evidenzia una sottostima dei contagi ad oggi. Ecco cosa dice il documento.

Dossier Coronavirus da parte dell’Intelligence che sottolinea una sottostima dei contagi ad oggi pari al 50%.

Dossier Intelligence italiana

Come da articolo di Repubblica ripreso dalle maggiori testate nazionali, ci sarebbe un Dossier dell’intelligence che mette nero su bianco il fatto di come i contagi ad oggi siano stati del tutto sottostimati del 50%.

Un vero proprio allarme di un dossier che è stato recapitato al Governo da parte dell’intelligence italiana ed è una ipotesi che non viene negata o esclusa dall’Istituto Superiore della Sanità. Paola Stefanelli che è la Direttrice del Reparto Malattie Prevenibili da vaccino è stata ospite a Radio Anch’io evidenziando:

«Questo è possibile. Nei sistemi di sorveglianza spesso c’è una quota che potrebbe essere sottostimata dei casi che di norma vengono notificati e diagnositicati.»

Sempre da come si evince dal quotidiano nazionale, questo dossier sarebbe stato recapitato a Giuseppe Conte - Presidente del Consiglio dimissionario - per avere un quadro della situazione dei contagi aggiornato.

Gli 007 italiani infatti hanno stimato che ci sarebbe un 50% maggiore di contagiati di quelli che sono stati rilevati ufficialmente. Il documento mette nero su bianco il fatto che il totale dei contagi sia stato sottostimato per il calo dei tamponi che è stato registrato a metà novembre 2020.

L’allarme degli analisti si divide quindi in due parti come da notizia del quotidiano. Infatti la curva epidemiologica che tutti temono non si starebbe piegando verso il basso come da bollettino del Ministero della Salute. I dati del momento non sarebbero assolutamente attendibili e molto difficili da analizzare per questo motivo è necessario prendere delle misure restrittive adeguate per contenere la diffusione del virus.

Nel dossier viene quindi scritto che sono state osservate le terapie intensive di fine anno e la fase di ripresa dell’epidemia viene registrata a metà dicembre. Questo rialzo non è stato assolutamente rilevato e tanto meno traccciato dai numeri nazionali aggiornati proprio perché in quel periodo sono stati svolti pochissimi test.

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Il pasticcio dei tamponi

L’intelligence quindi conferma che poco prima di Natale la curva abbia ripreso ad alzarsi in maniera notevole con una cifra che è oscillata ma non diminuita come da comunicazioni varie.

Sempre secondo quanto si rileva dall’articolo di Repubblica i tamponi sono stati i veri protagonisti di questo pasticcio. Nella settimana dall’11 al 17 novembre ne hanno processati un milione e mezzo e poi c’è stata una diminuzione notevole con il pasticcio dei rapiti e poi molecolari. Tutto questo secondo le rilevazioni dell’Intelligence ha favorito il caos che si è creato.

Il rapporto va quindi rivisto in toto scorporando i test rapidi e togliendo quelli che sono stati svolti e che hanno confermato la guarigione di alcune persone. Nelle prossime ore ci potrebbero essere maggiori aggiornamenti in merito a questo dossier dell’intelligence.