Autore: B.A

Coronavirus

26
Giu

Coronavirus come la Spagnola? Dall’OMS le nuove dichiarazioni che fanno paura

La pandemia da Covid si sta comportando come la Spagnola e pertanto è lecito aspettarsi un ritorno di fiamma in autunno.

L’epidemia è finita, almeno in Italia, questo quanto asseriscono molti esperti virologi ed infettivologi. I numeri dei contagi in Italia da settimane tendono a far ben sperare, cioè a scendere, così come i numeri delle persone ricoverate in terapia intensiva o bisognosi di aiuto ospedaliero. In questi ultimi giorni però, ci sono alcuni casi che, pur non paragonabili a quanto successo a inizio marzo, destano qualche preoccupazione. Basti pensare al nuovo focolaio a Mondragone nel Casertano o a quello relativo alla società di trasporti e consegne, Bartolini, in Emilia Romagna.

Stando alle notizie che arrivano, sarebbero 10 i focolai di contagio da Covid-19 ancora aperti in Italia. Ma la Pandemia è finita o no nel Bel Paese? Le teorie sono confuse e spesso contraddittorie, pure in ambiente scientifico, perché se come dicevamo, molti virologi e medici spingono all’ottimismo, ci sono molti altri colleghi dei primi che predicano attenzione e che sono piuttosto negativi. La dichiarazione più importante di queste ultime ore proviene direttamente dall’Organizzazione mondiale della Sanità. Per l’OMS ha parlato Ranieri Guerra, direttore aggiunto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità durante la trasmissione televisiva “Agorà”, che va in onda su Rai 3. Ecco ciò che ha detto uno dei vertici dell’OMS.

Il Covid si sta comportando come la Spagnola, quindi attenzione massima

La Spagnola, andò giù in estate e tornò in autunno con 50 milioni di morti, questo ciò che ha detto ad Agorà, Ranieri Guerra. “L’epidemia Covid si sta comportando come avevamo ipotizzato e il paragone con Spagnola regge”, così il direttore che sottolinea come la Spagnola riprese ferocemente a settembre e ottobre, facendo 50 milioni di morti durante la seconda ondata. Ciò che ha detto Guerra è la risposta ad una domanda fattagli riguardo al parere di alcuni esperti che reputano l’emergenza finita. Evidentemente dall’OMS predicano calma perché la pensano in maniera diametralmente opposta.

Occorre stare attenti, la Spagnola deve insegnare

Il coronavirus continua ad avere curve differenti a seconda delle aree del pianeta, in alcuni casi in crescita. Questo è un dato che non va sottovalutato secondo l’OMS. Nei Paesi dell’Europa centrale e orientale ci sono in totale 442.279 contagi. Nell’ultima settimana, l’impennata maggiore è stata particolarmente sostenuta nei paesi della ex Jugoslavia, cioè in Kosovo e Macedonia del Nord, ma anche in Albania e Moldova.

Restando ai Paesi dell’Europa Centrale, i morti totali sono 17.023, di cui per singolo Paese, se ne registrano 8.927 in Germania), 1.555 in Romania, 1.396 in Polonia, 1.067 in Ucraina, 693 in Austria, 576 in Ungheria, 502 in Moldova, 362 in Bielorussia, 263 in Serbia, 259 in Macedonia del Nord e 209 in Bulgaria.

“Il genoma del virus è ancora lo stesso e i fatti dicono che l’andamento di un’epidemia come questa è ampiamente previsto e prevedibile”, così Guerra sottolinea il suo pensiero sulla seconda ondata, senza entrare nel merito della nuova categoria dei debolmente positivi che alcuni suoi colleghi sono sinonimo di un depotenziamento del virus.

“E’ vero che i reparti di terapia intensiva si sono svuotati, ma si sono svuotati come previsto che accadesse (il riferimento è al previsto calo estivo) e non vogliamo che si riempiano di nuovo in autunno. Tutte le precauzioni che stiamo prendendo hanno l’obiettivo di circoscrivere la circolazione del virus quando questa riprenderà”, questo ciò che ha detto Guerra.