Autore: B.A

Coronavirus: chiude l’Inps in tutta Italia

Tutte le sedi Inps da oggi 16 marzo 2020 restano chiuse al pubblico.

L’emergenza coronavirus ha portato alla riduzione di attività commerciali ma anche degli uffici della Pubblica Amministrazione. L’Inps per esempio, ha deciso di chiudere tutti i suoi uffici al pubblico a partire da oggi.
Già da giorni, a livello locale, molte sedi territoriali dell’Inps si erano organizzati per contenere al massimo l’attività di relazione con il pubblico dei loro dioendenti. Aperti solo gli sportelli che svolgevano attività non differibili. Molti lavoratori a casa in smart working. Anche Poste Italiane ha preso misure simili, ma garantendo comunque la sua attività di consegna e di sportello.

Inps chiusa al pubblico

Tutte le sedi Inps da oggi sono chiuse fisicamente.
Funzionano comunque i call center e i servizi on line. Anzi, l’Inps per fare fronte agli inevitabili disservizi derivanti dalle chiusure delle sedi territoriali, ha deciso di potenziare e implementare i canali telefonici e telematici. I servizi che comunemente i cittadini ricevevano alle sedi fisiche dell’istituto previdenziale , vengono garantite dai servizi telefonici provinciali. L’Inps ha assicurato che tali servizi telefonici provinciali saranno attivi proprio come le fasce orarie classiche dell’istituto, cioè 8:30 - 12:30.
E l’Inps ha chiuso anche le visite medico legali. Per il momento la chiusura riguarda le visite ai minori e agli over 65. Le visite saranno nuovamente calendarizzate, una volta risolta l’emergenza.

Agenzia delle Entrate, uffici accessibiki solo su appuntamento

In un comunicato stampa anche l’Agenzia delle Entrate ha comunicato di aver ridotto le attività. Anche in questo caso, è l’emergenza da coronavirus ad aver costretto il Fisco ad adottare questa soluzione. Dopo una prima fas in cui si decise di tenere aperto gli uffici per la ricezione degli atti, adesso si è passati ad una chiusura totale, con apertura al contribuente solo dietro richiesta di quest’ultimo e quindi su appuntamento.
E le entrate hanno anche bloccato gli accertamenti fiscali.

E Poste Italiane?

Il servizio postale e le attività di Poste Italiane continuano come è necessario che sia. Ma ci sono diverse modifiche e novità dettate dall’emergenza coronavirus.
Poste Italiane ha deciso di assumere tutta una serie di provvedimenti alla luce degli ultimi provvedimenti governativi per ridurre il rischio di contagio e diffusione dell’epidemia di coronavirus. I cambiamenti riguardano sia l’erogazione dei servizi negli uffici postali, quindi le attività fisiche agli sportelli che quelli classici delle consegne e dei servizi lavorativi dei cosiddetti portalettere. Soprattutto in Lombardia,come riporta testualmente il sito VareseNews, le nuove modalità di consegna posta cambia come orario. “Gli orari di lavoro dei portalettere sono stati dilazionati per evitare la concentrazione di personale all’interno dei siti operativi nelle stesse fasce orarie“, questa la comunicazione.
Cambiano anche le modalità di consegna di pacchi e raccomandate, perché il portalettere provvederà all’immissione dell’invio nella cassetta domiciliare o in luogo con condizioni minime di sicurezza, informando il destinatario o altra persona abilitata di tale modalità di consegna ed attestandola, in qualità di incaricato di pubblico servizio, con la propria firma sui modelli di consegna e gli avvisi di ricevimento”. Nel momento del contatto “è facoltà del destinatario richiedere, al momento del recapito, il rilascio dell’avviso di giacenza, con conseguente deposito dell’invio presso l’ufficio postale per il ritiro nei termini indicati nello stesso”. Tutto questo nel caso in cui il destinatario verrà trovato a casa perché “in caso di assenza temporanea o rifiuto dell’invio, saranno applicate le consuete modalità di recapito.