Autore: Luigi Crescentini

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Coronavirus, pronta l’app Immuni: ecco come funzionerà e quando sarà possibile scaricarla

L’applicazione Immuni per il tracciamento dei contagi è completa: data di disponibilità confermata ma è polemica sulla privacy.

Nell’ultimo periodo si è parlato molto dell’idea di realizzare un’applicazione per smartphone chiamata app Immuni che aiuterà ad avvertire gli utenti qualora fossero entrati in contatto con una persona contagiata. Ovviamente, per motivi di privacy, l’utente non saprà con chi o dove è avvenuto il contatto: conoscerà solamente il tracciamento. Finora è stata solamente discussa l’applicazione ma non era stata ancora definita una data precisa per l’uscita. Adesso la data c’è, il 5 giugno.

Dal 5 giugno sarà possibile scaricare, volontariamente, l’app Immuni, che consentirà il tracciamento del contagio. L’applicazione sarà inizialmente scaricabile soltanto nelle regioni dell’Abruzzo, della Liguria e della Puglia per una prova che durerà circa una settimana, successivamente sarà possibile scaricarla in tutte le Regioni Italiane.

Finalmente l’applicazione è pronta, di certo non è stato un lavoro facile: la realizzazione e la programmazione hanno richiesto del tempo ma alla fine il sistema base è finito. Rimane, però, ancora un ultimo nodo da sciogliere, quello dell’impatto sulla privacy che verrà appunto testato con un esperimento iniziale che poi dovrà essere valutato dal ministero della Salute. Proprio durante la videoconferenza di ieri con il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia, il ministro dell’innovazione Paola Pisano e i rappresentanti regionali si parlava dell’applicazione e della data in cui potrà essere scaricabile, ovvero venerdì 5 giugno.

Quel giorno l’applicazione sarà disponibile solo in alcune regioni e soltanto dopo aver ottenuto la certezza sulla sicurezza della privacy si provvederà a renderla disponibile in tutto il territorio italiano. In realtà, la riunione di ieri è stata tutt’altro che semplice anzi, è stata abbastanza travagliata: il governatore emiliano Stefano Bonaccini sembrava non essere d’accordo. «Se non la capisco io che sono governatore da cinque anni, figuriamoci i cittadini» ha affermato Bonaccini. Il rappresentante emiliano lamenta delle poche informazioni date in merito all’uso dell’app e anche dell’incertezza sull’efficacia dei test. A fine riunione i governatori regionali della Puglia, dell’Abruzzo e della Liguria hanno dato l’ok per scaricare l’app nei relativi territori, dalla data in cui sarà disponibile.

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Coronavirus, App Immuni: come funzionerà e da chi verrà gestito il suo sistema operativo

L’unico intoppo è proprio quello della privacy. Secondo il regolamento europeo, il Garante deve autorizzare la Dpia data dal titolare (in questo caso il ministero della Salute) a cui viene affidato il trattamento dei dati. Si tratta di un documento base che garantisce agli utenti la trasparenza e la protezione dei dati forniti sensibili soprattutto quelli di natura sanitaria. I tecnici stanno ancora lavorando sulla problematica della privacy ma i ritardi sono anche relativi ad altre ragioni legate al suo funzionamento.

La Bending Spooms, la società che ha realizzato l’app Immuni, ha ricevuto da Google e da Apple la versione definitiva della piattaforma che funzionerà con i loro sistemi operativi. In poche parole l’app sarà organizzata in questo modo: chi è risultato positivo al tampone verrà contattato dall’ufficio Asl competente e dovrà fornire (volontariamente) un codice di 16 cifre fornito dalla stessa app.

Quel codice verrà trasferito ad un server che automaticamente comunicherà a tutti gli altri utenti immuni del contagio, senza risalire alle informazioni del soggetto infetto. Il tracciamento avverrà tramite smartphone: l’utente che, negli ultimi 14 giorni, è risultato vicino o ha incontrato un utente ’infetto’, riceverà una notifica di rischio di contagio. L’app ha mobilitato anche molte critiche a partire dal fatto che il sistema operativo verrà gestito da due giganti del mondo tecnologico come Apple e Google e alcuni già sospettano addirittura che con l’uso dell’app potrebbero spiarci.