Autore: Rita Parisi

Coronavirus

Coronavirus, Zangrillo svela un retroscena sui decessi e ammonisce: “Non bisogna terrorizzare le persone”

Il professor Zangrillo è tornato a parlare di Coronavirus e ha chiarito alcuni aspetti relativi alla classificazione dei decessi per Covid-19.

Alberto Zangrillo, dopo le polemiche innescate dalle sue dichiarazioni sul Coronavirus, è tornato sull’argomento. Il direttore della terapia intensiva dell’ospedale San Raffaele di Milano è intervenuto ieri nel corso della trasmissione di Massimo Giletti Non è l’arena, dove ha ribadito la sua posizione sul virus. Zangrillo recentemente ha dichiarato che il Coronavirus «clinicamente non esiste» più dividendo la comunità scientifica.

«Probabilmente c’è stata una prima fase in cui i decessi erano sottostimati, adesso siamo in una fase in cui forse sono sovrastimati», ha detto ieri sera, specificando: "Ora questa malattia dal punto di vista clinico non ci fa più paura e non ci farà più paura soprattutto. Non bisogna terrorizzare le persone. Abbiamo fatto scuola a livello di sistema sanitario, di governo e di regione. Bisogna dire la verità”.

Covid-19, Zangrillo a Non è l’arena: “Prima o poi la mascherina la dovremo dimenticare”

Zangrillo ha affermato: «Il lockdown è servito e l’Italia si è comportata in modo esemplare. Noi non conoscevamo nulla del virus, siamo stati tutti bravi. Il Covid-19 c’è ancora e non è mutato, ma prima o poi la mascherina la dovremo dimenticare se continuiamo a comportarci bene».

L’intervento di Zangrillo durante Non è l’arena ha esaminato lo stato attuale del Coronavirus in Italia e ha fatto soprattutto chiarezza sulle morti per Covid-19: «Io oggi leggo ’ancora 44 morti in Italia. Quando una persona entra in ospedale con un infarto del miocardio, si fa un test per capire se sia o meno positivo al Covid, ma nel frattempo la situazione clinica precipita, entra in sala chirurgica ma non ce la fa, purtroppo dopo due giorni muore. Questa persona viene comunicata alla Protezione civile come caso Covid. Questa persona aveva il Covid ma è morta di tutt’altro».

Covid-19, Zangrillo: “Questa malattia dal punto di vista clinico non ci fa più paura e non ci farà più paura soprattutto"

Il direttore della terapia intensiva dell’ospedale San Raffaele di Milano ha poi sottolineato: «Con questo io non voglio minimizzare, il virus esiste ma è a livello subclinico. Gli italiani devono essere inoltre fiduciosi perché non siamo stati con le mani in mano, noi ora sappiamo come curare più tempestivamente e meglio i malati».

E sull’ipotesi di una seconda ondata in autunno ha ammonito: «Quindi non è giusto dire loro ’attenzione, arriverà la seconda ondata, si salvi chi può. Primo perché bisogna vedere se arriva, secondo perché li sappiamo curare i malati, terzo perché c’è una collaborazione in atto tra gli istituti ospedalieri, il territorio e le istituzioni regionali che sono in grado di fronteggiare il problema, quarto perché sappiamo molto di più su questo virus». Zangrillo ha poi concluso: “Probabilmente c’è stata una prima fase in cui i decessi erano sottostimati adesso probabilmente c’è una fase in cui sono sovrastimati. Ora questa malattia dal punto di vista clinico non ci fa più paura e non ci farà più paura soprattutto".