Autore: Rita Parisi

Coronavirus

Coronavirus, Zangrillo: “Credo che il virus si possa fermare qua"

Il professor Zangrillo è tornato a parlare di Coronavirus e ha anche fatto delle previsioni per il futuro.

Il professor Alberto Zangrillo, primario di anestesia e terapia intensiva dell’ospedale Vita-Salute San Raffaele di Milano, è tornato a ribadire la sua posizione sul Coronavirus rassicurando ancora una volta gli Italiani sullo stato dei contagi e la diffusione del virus nel nostro Paese. Nel corso di un’intervista al «Corriere» ha spiegato innanzitutto che: «L’interazione tra Sars-CoV-2 e l’ospite ha prodotto un cambiamento che ci ha favorito» aggiungendo a sorpresa: «Tutti attendono l’arrivo della seconda ondata, io credo invece che il virus si possa fermare qua».

Coronavirus, Zangrillo: “Il virus circola in modo benigno”

Il primario del San Raffaele ha anche commentato la situazione del Veneto, dove l’indice di contagio è salito ad un «Rt» pari a 1,63: "Quanto ai due focolai in Veneto, credo che abbia ragione il presidente Zaia a voler esercitare il controllo sui cluster e impedire che chi è oggetto di sorveglianza possa sfuggire: è la base della prevenzione. Oltretutto ho saputo dal Governatore che si è trattato di un imprenditore che è andato in giro consapevole di non stare bene. Se si è aggravato, poi, dipende anche dalla carica virale che ha contratto in Serbia e che può essere più elevata di quella che circola in Italia”.

Il professor Zangrillo ha poi nuovamente risposto alle critiche mossegli dai colleghi medici e da diversi virologi, tra cui spicca il professor Crisanti che non è d’accordo con le sue posizioni: "Non l’ho mai negato che il virus circoli ancora. Sta circolando negli Stati Uniti e in Italia nei focolai, ma qui circola in modo «benigno». In questo momento in Italia ha esaurito la sua forza letale, perché sta facendo quello che fanno tutti i virus, cioè adattarsi al suo ospite. Questo non vuol dire che sia mutato, ma qualcosa sta accadendo a livello delle proteine di superficie del virus: le stesse modificazioni che lo rendevano molto letale tre mesi fa, adesso lo rendono meno aggressivo", ha precisato.

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Zangrillo sulla seconda ondata: “Abbiamo il 50% di possibilità che il Coronavirus se ne vada”

Sugli Stati Uniti, il professor Zangrillo ha poi sottolineato che il Coronavirus sta circolando soprattutto nei giovani e per via dell’elevata contagiosità, si è verificato un innalzamento delle ospedalizzazioni. Non è salita, tuttavia, la mortalità, in quanto è probabile che anche negli Usa il virus non è più in grado di scatenare una malattia grave. «Se per caso la curva dei decessi iniziasse a risalire, bisognerebbe riconsiderare l’ipotesi», ha però evidenziato il professore.

Zangrillo ha poi azzardato delle previsioni: “Sono un inguaribile ottimista: credo che abbiamo il 50% di possibilità che il Coronavirus se ne vada. Se così non fosse, quel che temo di più è aver perso tempo a organizzare strutture e infrastrutture invece di rimettere in equilibrio il rapporto tra l’ospedale e il territorio. Chi lavora sul territorio e in prima linea negli ospedali deve pretendere che gli ammalati vengano ricoverati subito perché, in assenza di una terapia specifica, le cure che abbiamo devono essere adottate con tempestività”.