Autore: B.A

Coronavirus: Nuove restrizioni, chiudono tutte le attività non indispensabili

Inasprimento delle restrizioni, bar, ristoranti, parrucchieri chiusi in tutta Italia, il coronavirus continua a fare paura.

I governatori di Veneto e Lombardia lo chiedevano da tempo, la chiusura delle attività non essenziali, come misura di contrasto al coronavirus. Stasera il Premier Giuseppe Conte ha fatto proprio questo, ha confermato l’ennesimo inasprimento delle misure, la chiusura d bar, tabaccai, ristoranti, parrucchieri, estetisti ed ogni altro negozio diverso da quelli di generi alimentari e farmacie. Misura drastica ma necessaria, con il discorso andato in onda qualche minuto fa.

Tutto fermo

Siamo alla fine, non del coronavirus, ma delle usure drastiche di chiusura di tutto quello che c’è da chiudere. Qualsiasi negozio, diversi da quelli essenziali come i generi alimentari e le farmacie, non potranno restare aperti. Fini ad oggi la chiusura di bar, ristoranti e così via, era prevista per le ore 18:00, ma da domani, chiusura totale.
Il Premier ha prima fatto un elogio alla stragrande maggioranza dei cittadini che hanno rispettato le prescrizioni e poi chiesto l’ennesimo sacrificio. Da domani quindi, nessuna attività commerciale che non venda beni essenziali resterà chiusa. Consentita la consegna domiciliare ma per il resto, divieto totale. Ed il blocco è naturalmente per tutta l’Italia.

L’Oms dichiara la pandemia

Il nuovo decreto emergenziale arriva lo stesso giorno in cui il coronavirus, il terribile Covid-19 partito dalla Cina e da un pipistrello, ha cambiato la sua classificazione.
Pandemia è la nuova classificazione che l’Organizzazione mondiale della sanità ha dato al Covid-19. Da epidemia a pandemia quindi, una parola quest’ultima che fa paura, anche se dal punto di vista strettamente tecnico, cambia poco.
Pandemia significa che è un virus che può contagiare tutti ed è una classificazione che non poteva non interessare questo virus che ormai ha contagiati in tutto il mondo.
Restano ferree le restrizioni alla circolazione ed agli spostamenti.
Si può uscire di casa solo per cose necessarie, cioè per fare la spesa, comprare farmacia, per lavoro o per altre urgenze. Tutte da giustificare alle forze dell’ordine che possono chiedere il motivo dell’uscita delle persone trovate in strada.
Tutto da giustificare tramite autocertificazione con cui si dichiara cosa si sta facendo.

Il numero dei contagi in Italia

La Protezione civile ha diramato il bollettino legato ai casi di coronavirus in Italia. I contagi complessivi dall’inizio dell’epidemia sono adesso 12.462, dei quali 1.045 sono guariti e 827 sono deceduti. Rispetto a ieri, i contagi sono aumentati di 2.076 persone; i guariti sono cresciuti di 41 unità; i deceduti di 196. Sono 1.028 i malati in terapia intensiva, 151 in più rispetto a ieri.
Nel dettaglio ci sono 7.280 in Lombardia, 1.739 in Emilia-Romagna, 1.023 in Veneto, 501 in Piemonte, 479 nelle Marche, 320 in Toscana, 150 nel Lazio, 154 in Campania, 194 in Liguria, 126 in Friuli Venezia Giulia, 83 in Sicilia, 77 in Puglia, 77 nella Provincia autonoma di Trento, 38 in Abruzzo, 46 in Umbria, 16 in Molise, 37 in Sardegna, 20 in Valle d’Aosta, 19 in Calabria, 75 nella Provincia autonoma di Bolzano e 8 in Basilicata.