Autore: Giacomo Mazzarella

Coronavirus

Coronavirus, Ministro Speranza: «Le zone rosse serviranno ancora»

Le parole di Roberto Speranza sul futuro della pandemia

Chi si aspettava che con il vaccino di colpo la situazione migliorasse in quanto a ristrettezze e limitazioni, sarà rimasto deluso. Infatti con ogni probabilità zone rosse o cambiamenti di colore a fasi alterne o in base ai contagi saranno ancora una costante per gli italiani.

Non è una semplice ipotesi o lo scenario di un pessimista, ma potrebbe tranquillamente essere la triste realtà. Infatti a farlo capire ci ha pensato il Ministro della Salute, Roberto Speranza, probabilmente l’uomo di governo che insieme al Premier Conte è stato più in prima linea durante l’emergenza Covid.

Cosa ha detto Roberto Speranza

«Le zone rosse serviranno ancora», questo il pensiero espresso dal Ministro della Salute, Roberto Speranza mentre commentava abbastanza e visibilmente soddisfatto l’avvio della vaccinazione in Italia, il cosiddetto V-Day. Nonostante la soddisfazione, a stento nascosta dalla mascherina indossata, il Ministro della Salute invita alla cautela gli italiani.

«La battaglia è lunga, dobbiamo resistere. Per altri mesi serviranno misure non farmacologiche», così si è espresso Speranza, che in buona sostanza ha detto che ancora per mesi mascherine e distanziamento sociale saranno una costante. Le vaccinazioni, appena partite sul territorio italiano sono senza dubbio un primo passo verso il superamento della pandemia, ma ancora non basta.

La luce in fondo al tunnel

Il governo tutto ha accolto con soddisfazione il via alla vaccinazione definendolo «punto di svolta» nella guerra al Coronavirus. Ma per arrivare a vaccinare un numero soddisfacente di persone, anche se non necessariamente il 70/80% della popolazione che molti considerano come la soglia dell’immunità di gregge, serve tempo. Almeno fino alla prossima Primavera, quando il governo cinta di aver vaccinato un congruo numero di persone, occorre prestare attenzione.

«Abbiamo davanti mesi in cui l’unica arma a disposizione continueranno a essere le misure non farmacologiche, che non potremo dismettere», questo ciò che ha ribadito il Ministro, Roberto Speranza.

Solamente così, evidentemente, si potrà avere un quadro preciso della curva dei contagi e nel frattempo la vaccinazione potrà proseguire in maniera ottimale. «È un momento da accogliere con gioia, ma dobbiamo essere consapevoli che non ne vedremo l’impatto epidemiologico ancora per un tempo significativo», così Speranza ha voluto produrre un monito agli italiani, affinché pur se soddisfatti, non abbassino la guardia solo perché è arrivato il vaccino.

E da gennaio si tornerà alla divisione territoriale per zone e colori, perché liberare di punto in bianco sarà piuttosto difficile. Vietati i voli pindarici e le illusioni quindi.

Il Dpcm che chiude il 7 gennaio, verrà sostituito da un altro decreto che introdurrà di nuovo le fasce colorate. Probabilmente il coprifuoco alle 22 rimarrà attivo, così come la chiusura alle 18 di bar, ristoranti e pubblici esercizi. Verranno meno alcune limitazioni, ma molto dipenderà dagli indici di contagiosità di ogni singola Regione o zona del territorio.