Coprifuoco, riaperture e vaccinazione, parla il professor Franco Locatelli (Cts)

Il presidente del Consiglio Superiore di Sanità e coordinatore del Cts è intervenuto nel corso della trasmissione Agorà di Rai 3

Si è parlato di coprifuoco, riaperture e vaccino contro il Covid nel corso della trasmissione Agorà di Rai 3 con il professor Franco Locatelli. Il presidente del Consiglio Superiore di Sanità e coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico ha fornito un quadro di quella che è la situazione.

Nelle ultime ore si sta facendo strada l’ipotesi che il divieto di circolazione notturna, per il momento, dovrebbe restare in vigore e la possibilità di variarlo potrebbe essere considerata e varata solo dopo una Cabina di Regia che sarebbe fissata per il prossimo 17 maggio.

Una decisione in merito non arriverebbe prima di quella data e l’operatività del provvedimento potrebbe scattare non prima dei giorni successivi o addirittura alla settimana seguente.

Coprifuoco alle 23 o alle 24? Decide la politica

Toccherà alla politica decidere, ma i tecnici del Cts rappresentano comunque una fonte di informazioni preziosa con cui l’esecutivo si confronta. «Credo - ha detto Franco Locatelli - che ci sia il margine per uno slittamento dell’orario di restrizione di movimenti più in là. Se saranno le 23 o le 24 è scelta che spetta al governo».

Non si bilancia il coordinatore del Cts che ha aggiunto: «Credo però valga la pena ricordare quello che anche lo scorso fine settimana il presidente del Consiglio ha ricordato, cioè la stella polare della gradualità e progressività dell’allentamento delle varie misure».

Parole che lasciano intendere la probabilità che prima dell’eliminazione del coprifuoco si passerà ad una limitazione dell’orario.

Riaperture anticipate, dipende da situazione «sotto controllo»

L’altro tema riguarda la possibilità di anticipare qualche ripartenze per settori che, al momento potrebbero riaprire solo l’1 giugno. È ad esempio il caso della ristorazione al chiuso.

«Anche queste - ha evidenziato Locatelli - sono scelte che evidentemente spettano al governo. È chiaro che più riusciamo a tenere sotto controllo la situazione, più esistono i margini per considerare delle riaperture».

Si sta, inoltre, valutando l’ipotesi di contestualizzare i parametri che definiscono la situazione epidemiologica dei singoli territori. Il rischio è che un indice come l’Rt non sia una fotografia fedele di quella che è la situazione ora che la vaccinazione sta avanzando. L’ipotesi che arrivi a prendere in considerazione un indice relativo ai ricoveri.

«È - ha chiarito il coordinatore del Cts - un indicatore che nel contesto di una popolazione che viene ad essere sempre più vaccinata, quindi protetta dal rischio di malattia grave, fornisce un’indicazione chiara su quella che è la pressione sui servizi sanitari. È un qualcosa di cui per altro in ambito di Cts si sta discutendo da qualche settimana e certamente è un parametro che può essere utilmente affiancato a quelli esistenti, perché cambia il contesto rispetto al rischio di sviluppare malattia grave».

Vaccinazione e disponibilità dosi, il punto di Locatelli

«Ricordiamoci - ha evidenziato - che oggi abbiamo il 90% degli ultraottantenni che hanno ricevuto almeno una dose di vaccino e almeno il 70%,, anzi siamo più vicini al 75%, nella fascia d’età 70-79.» L’Italia nelle ultime settimane ha accelerato sul fronte vaccinazioni. Per Locatelli, però, è meglio non fissare obiettivi numerici.

«Io credo - ha evidenziato - che il principio debba essere quello di vaccinare il più possibile nel minor tempo possibile. Sbilanciarsi sui numeri rischia solo di creare delle aspettative che poi magari se non vengono esattamente raggiunte creano sconcerto. Viaggiare sui ritmi attuali è decisamente un passo importante, ricordiamo che l’Italia è nei primi dieci paesi al mondo per numero di dosi somministrate e cerchiamo di fare sempre meglio con tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione».

E all’orizzonte non paiono esserci criticità sulla disponibilità: «Avremo - ha ricordato il coordinatore del Cts - tra maggio e giugno 26 milioni di dosi di vaccini a Rna, sfioriamo quas gli otto milioni di per Johnson & Johnson e più di sei milioni per AstraZeneca