Coprifuoco posticipato dal 26 aprile? Il punto sull’ipotesi

L’apertura dei ristoranti in zona gialla induce riflessioni sull’opportunità di far partire poco più tardi il coprifuoco, ma si tratta di ipotesi. Si attende la decisione ufficiale

Il coprifuoco ci sarà anche nel nuovo decreto che andrà in vigore a partire dal 26 aprile. Non ci sono dubbi rispetto al fatto che il divieto di circolare nelle ore notturne resterà, ma semmai il potenziale dibattito all’opportunità che possa avere inizio con un ritardo rispetto all’attuale tabella di marcia. Come è noto, al momento, non si può stare in giro dalle 22 alle 5 senza comprovati motivi di lavoro, salute o necessità.

Coprifuoco, cosa succede dal 26 aprile?

Il 26 aprile rappresenta la data in cui le attività di ristorazione potranno tornare ad operare in loco, a patto che dispongano di tavoli all’aperto. Lo potranno fare nelle regioni in zona gialla ed anche di sera, rispettando ovviamente quelle che sono le regole.

Il dibattito rispetto all’opportunità che il divieto di circolazione notturna possa essere ritardato nasce dall’idea che andare a cena e avere l’obbligo di ritornare tra le mura domestiche alle ore 22 potrebbe non essere un incentivo per chi vuole consumare il pasto fuori. E si sa quanto le attività di ristorazione avrebbero, invece, bisogno di ripartire.

Il coprifuoco non sarà abolito

Sulla questione è arrivato, ad esempio, un tweet della professoressa Antonella Viola. «Spostare - ha scritto l’immunologa su Twitter - il coprifuoco alle 23 permetterebbe ai ristoratori di affrontare con maggiore fiducia la ripartenza e aiuterebbe il mondo dello spettacolo. Nulla cambierebbe dal punto di vista dei contagi, a patto che continuino i controlli. Sono piccoli ma importanti passi».

Con i ristoranti aperti a sera è verosimile che il mantenimento del coprifuoco si ponga l’obiettivo di evitare potenziali assembramenti nei luoghi di maggiore movida dopo cena. Andare al ristorante, in tavoli distanziati e con numero limitato di commensali non conviventi, resta un atto molto più sicuro a livello epidemiologico rispetto a improvvisati incontri di ampi gruppi di persone nelle vie più frequentate.

Coprifuoco posticipato? Al momento solo ipotesi o richiesta, si attende la decisione ufficiale

Abolire il coprifuoco delegando alla sola responsabilità individuale ciò che potrebbe accadere dopo cena pare essere un rischio che il governo non intende per il momento correre. Diversa potrebbe essere la prospettiva di allungarlo per agevolare le attività di ristorazione. Sull’ipotesi di spostarlo alle 23 pare puntare la Lega di Matteo Salvini che porterà la questione all’attenzione del Consiglio dei Ministri.

Sulla questione è stato chiamato ad intervenire anche Pierpaolo Sileri, sottosegretario del Ministero della Salute. «Secondo me - ha detto ai microfoni di Mattino 5 - al momento non è possibile estendere il coprifuoco, mettiamolo molto chiaro. Non è una cosa che può essere fatta oggi perché i numeri sono migliorati, ma non sono ancora migliorati in quella forma che ci consente il liberi tutti. Servirà un po’ di tempo».

Si attende adesso il provvedimento ufficiale che chiarirà quella che sarà la decisione e la regola definitiva. E, ad oggi, pare difficile attendersi una modifica al coprifuoco che inizia alle 22.