Autore: Claudia Dierna

Datore di lavoro

20
Mag

Come scrivere una lettera di dimissioni: ecco alcuni consigli

Vediamo cosa bisogna sapere prima di presentare al datore di lavoro la propria lettere di dimissioni

Oggi le motivazioni che inducono una persona a rassegnare le dimissioni dal proprio luogo di lavoro sono tante: un colloquio andato bene con un’altra azienda che offre maggiori prospettive di crescita professionale, ricercare nuove opportunità lavorative, trasferirsi in un’altra città o all’estero, aver vinto un concorso pubblico, motivazioni più strettamente personali e familiari, voglia di aprire una propria attività. Altre cause potrebbero essere tensioni con i colleghi ed il datore di lavoro.

Lettera di dimissioni volontarie: che cosa è?

E’ l’atto unilaterale con cui il lavoratore dipendente recede dal regolare contratto di lavoro prima della sua scadenza naturale. Le dimissioni sono dette volontarie perché rispecchiano la volontà del dipendente di interrompere spontaneamente il rapporto di lavoro. Il lavoratore ha anche l’obbligo di comunicare formalmente le dimissioni all’ufficio del personale dell’azienda, e, nel caso di aziende più piccole e non strutturate, al datore di lavoro, il quale non può fare altro che accettarle. Solitamente le dimissioni decorrono dal 1° o dal 16° giorno di ogni mese.

Lettera di dimissioni del lavoratore per giusta causa

Le dimissioni volontarie, a differenza del licenziamento, possono anche non essere motivate, tuttavia è importante che sussista una giusta causa affinché il lavoratore sia riconosciuto come disoccupato ed abbia diritto alla NASPI (la Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego), che è l’ indennità mensile di disoccupazione.

Si ha dimissioni per giusta causa in presenza di una colpa grave del datore di lavoro e di cause che non consentono la prosecuzione, anche provvisoria, del rapporto di lavoro. Fra i motivi validi di risoluzione del rapporto di lavoro per giusta causa, con onere della prova a carico del lavoratore, c’e’ il mancato pagamento della retribuzione e del versamento dei contributi, il demansionamento ingiustificato, richieste di prestazioni illecite al dipendente, il mobbing di superiori e colleghi, il mancato rispetto delle norme sulla sicurezza e la sanità, il peggioramento delle condizioni di lavoro dopo la cessione di azienda, il trasferimento di sede senza comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive, il comportamento ingiurioso verso il lavoratore.

Il dipendente può recedere per giusta causa dal contratto di lavoro senza preavviso, obbligatorio, invece, in tutti gli altri casi, in cui chi non lo rispetta deve pagare al datore di lavoro una penale pari alla retribuzione che gli sarebbe spettata se avesse lavorato nel periodo corrispondente a quello stabilito per preavviso che può andare dai 25 giorni ai 3 mesi a seconda delle previsioni del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro a cui si aderisce.

Consigli pratici per scrivere una buona lettera di dimissioni

In genere una lettera di dimissioni volontarie deve rispettare dei canoni precisi, che sono non solo degli usi pratici ma delle vere e proprie regole non scritte da applicare scrupolosamente per congedarsi nel migliore dei modi dal proprio ex datore di lavoro, mettendosi al riparo dal rischio di referenze particolarmente negative che possano penalizzare la nuova attività lavorativa.

Premesso che è consigliabile rassegnare le dimissioni dopo aver firmato già almeno una lettera di intenti con il nuovo datore di lavoro, è importante scrivere la lettera di dimissioni volontarie in modo breve, semplice e conciso, usare un tono professionale formale, sempre cortese, educato, rispettoso e mai polemico, evitando di criticare il lavoro, i superiori ed i colleghi.

Se i rapporti con il datore di lavoro continuano ad essere sereni è buona consuetudine chiudere la lettera di dimissioni con una frase di ringraziamento per le opportunità offerte nel periodo di collaborazione, mentre se i rapporti sono tesi è consigliabile un testo formale e stringato, evitando critiche e recriminazioni. Un atteggiamento molto apprezzato dai datori di lavoro è quello di offrire supporto nella fase di transizione, soprattutto nel reclutamento e nella preparazione del nuovo dipendente che andrà a sostituire il lavoratore dimissionario.

Elementi fondamentali di una lettera di dimissioni

Gli elementi minimi che è necessario precisare esplicitamente in una lettera di dimissioni e che ne garantiscono la validità dal punto di vista legale sono:

  • Il nome, il cognome ed i recapiti del lavoratore da inserire in alto a sinistra
  • I riferimenti del datore di lavoro da inserire in alto a destra
  • La volontà espressa di recedere dal rapporto lavorativo
  • Le ragioni alla base delle dimissioni ovvero i motivi personali o per giusta causa
  • L’indicazione del rispetto del periodo di preavviso
  • Il luogo e la data di decorrenza delle dimissioni
  • La data ultima di presenza in azienda
  • La data di consegna della lettera o di invio tramite A/R
  • La firma del lavoratore dimissionario
  • Lo spazio per la firma del datore di lavoro

La lettera di dimissioni va scritta su carta semplice e deve essere inviata attraverso raccomandata con ricevuta di ritorno al datore di lavoro oppure scansionata ed inviata tramite PEC (posta elettronica certificata). In alternativa è anche valida la consegna a mano delle dimissioni sempre al datore di lavoro che deve, in questo caso, controfirmarne una copia da lasciare al lavoratore, come prova della presa visione delle dimissioni presentate.

Chi deve presentare la lettera di dimissioni

Il diritto ed il dovere di consegnare le dimissioni nel rispetto delle modalità descritte è riservato a tutti gli impiegati che sono in possesso di un regolare contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato o determinato. A questi si aggiungono altre categorie di lavoratori che possono anche evitare la procedura telematica di dimissioni online, ormai obbligatoria, di cui parleremo a breve, e sono: i dipendenti delle pubbliche amministrazioni, i lavoratori del settore marittimo, i collaboratori domestici – colf, badanti, baby sitter -, i lavoratori in periodo di prova (non obbligati nemmeno al preavviso), chi ha contratti di stage o tirocinio o di collaborazione coordinata e continuativa. Un caso a parte è quello delle lavoratici nel periodo di gravidanza, dei lavoratori e delle lavoratrici durante i primi 3 anni di vita del bambino, le cui dimissioni devono essere convalidate dall’Ispettorato Territoriale del lavoro. Sono poi escluse dalla procedura telematica obbligatoria, che vedremo tra poco, le risoluzioni consensuali raggiunte tramite accordi di conciliazione in sede stragiudiziale.

Lettera di dimissioni telematiche

A seguito delle riforme introdotte con il «Jobs Act», a partire dal 12 marzo 2016 le dimissioni volontarie anche per giusta causa, e la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro dovranno essere effettuate in modalità esclusivamente telematiche tramite un apposito modulo compilabile autonomamente online attraverso il portale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (www.lavoro.gov.it) alla sezione, in alto a sinistra, Strumenti e Servizi > Dimissioni volontarie. Obiettivo di questa importante novità è contrastare il fenomeno delle «dimissioni in bianco», una pratica molto diffusa che sino ad oggi ha penalizzato i lavoratori più deboli. Il recesso dal rapporto di lavoro non è efficace se non sono inviate le dimissioni telematiche.

Chi può compilare la lettera di dimissioni online

La procedura telematica di presentazione delle proprie dimissioni o risoluzione consensuale deve essere utilizzata solo dai lavoratori del settore privato con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato o indeterminato. I lavoratori possono scegliere di compilarlo personalmente o avvalendosi dell’aiuto di soggetti preposti come CAF, sindacati, patronati, enti bilaterali, commissioni di certificazione, consulenti del lavoro, centri per l’impiego e sedi territoriali competenti dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, che vengono dunque delegati dal lavoratore a compilare e trasmettere per suo conto la pratica.

Tramite la stessa procedura prevista per l’invio delle dimissioni, è possibile, per il lavoratore, effettuare la revoca, entro 7 giorni dall’inoltro della comunicazione originaria. È disponibile, a tal fine, un apposito modulo di revoca all’interno del portale Cliclavoro. Per ulteriori informazioni il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha messo a disposizione degli utenti e degli operatori l’indirizzo email [email protected] a cui rivolgere richieste e informazioni sulla procedura delle dimissioni telematiche.

RIFERIMENTI NORMATIVI

  • Articoli 2118 e 2119 del codice civile
  • Decreto legislativo del 26 Marzo 2001, n.151
  • Legge del 17 Ottobre 2007, n. 188
  • Legge del 28 Giugno 2012, n. 92 (c.d. Legge Fornero)
  • Decreto legge del 20 Marzo 2014, n. 34 convertito in legge del 16 Maggio 2014, n. 78
  • Legge del 10 Dicembre 2014, n. 183
  • Decreto legislativo del 14 Settembre 2015, n. 151
  • Decreto legislativo del 24 Settembre 2016, n. 185
  • Decreto Ministero del Lavoro del 15 Dicembre 2015
  • Ministero del Lavoro, circolare n. 12 del 4 Marzo 2016