Autore: Giada Fiordaliso

Smartphone

2
Feb 2020

Come proteggere la privacy del proprio telefono in poche e semplici mosse

Come proteggere la privacy del proprio telefono in poche e semplici mosse: ci sono dei consigli utili da seguire a tal fine

Come proteggere la privacy del proprio telefono in poche e semplici mosse? I telefonini sono oggetti sempre più presenti nella vita quotidiana, tanto che alcuni esperti parlano anche di possibile dipendenza da essi. Gli smartphone in effetti sono molto usati non solo nell’ambito lavorativo, ma anche per l’intero ambito della comunicazione.

Al loro interno sono spesso presenti dei dati che si ritengono importanti, che possono essere file o documenti utili per il proprio lavoro oppure messaggi importanti, conversazioni private. È bene proteggere tutti questi elementi dallo sguardo curioso degli altri, ma soprattutto dai possibili attacchi hacker. Per riuscirci, è bene seguire alcuni semplici consigli.

La prima regola è la password

Per riuscire a proteggere la privacy del proprio telefono in poche e semplici mosse, è bene fare attenzione prima di tutto alle password. Su molti dispositivi, oggi è possibile mettere persino dei codici da inserire prima di sbloccare la schermata principale del telefono. In alternativa, si possono anche scegliere altri metodi di blocco, come ad esempio un disegno da dover inserire puntualmente, ogni volta che si vuole adoperare il proprio smartphone.

Eppure utilizzare una semplice password non basta. Questo significa che per riuscire ad essere sicuri e per allontanare il possibile rischio hacker oppure il rischio che qualche conoscente riesca ad impossessarsi di dati presenti sullo smartphone, occorre fare attenzione ai dettagli.

La password non sarà per niente utile, se ne viene scelta una molto facile da indovinare, che contiene il proprio nome o persino la propria data di nascita. Mai scegliere password come A1, B2, C3 e sigle simili, anche perché ormai sono risapute. L’ideale è sceglierne una che abbia almeno 8 caratteri e che contenga almeno 1 carattere maiuscolo, 1 minuscolo e almeno 1 carattere numerico e un altro speciale.
In tal modo la percentuale di sicurezza aumenta in modo considerevole, rispetto all’uso di una parola semplice o di senso compiuto.

Il problema in questo caso, non solo consisterebbe nel fatto che una persona estranea potrebbe ipotizzare la password ed indovinarla, ma nel fatto che alcuni programmi riescano a scoprire i caratteri corretti per sbloccare il telefono o un determinato file o cartella. Con l’uso invece di una password lunga, con caratteri diversi e di tipologia differente, è molto difficile che un software riesca a captare la password.

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Altri sistemi di sicurezza: riconoscimento facciale o impronta digitale

Sono sempre più utilizzati anche altri sistemi per proteggere la privacy del proprio telefono, come ad esempio il riconoscimento facciale o l’uso dell’impronta digitale. Nel primo caso, ma a volte anche nel secondo, ci sono appositi dispostivi che presentano quest’opzione all’interno delle loro funzioni. In altri modelli invece, dato che tali caratteristiche non è presente, è possibile scaricare apposite app per usare il “Face ID”, altra denominazione del riconoscimento visivo.

Anche per usare il sistema delle impronte, è possibile scaricare apposite piattaforme o applicazioni. Attenzione però a questo tipo di forme di sicurezza: per quanto possano essere senza dubbio molto efficaci, in situazioni di emergenza possono essere poco utili. Per fare un esempio, se fosse necessario far sbloccare il telefono ad un’altra persona, sia con Face ID, sia con le impronte, il telefono non si sbloccherebbe.

Per questo, è opportuno magari anche far riconoscere, se possibile e se il dispositivo lo permette, anche impronte o visi di persone molto vicine, come parenti, ad esempio. Ci sono però anche altri consigli utili per evitare che il proprio cellulare finisca nelle mani sbagliate.

Non lasciare il cellulare incustodito

Un altro consiglio molto utile per proteggere la privacy dello smartphone è non lasciarlo incustodito. Questo non significa che sia necessario portarlo sempre nelle proprie mani, ma è anche vero che a volte è d’obbligo portarlo con sé, se sono presenti persone troppo curiose o sconosciute.

Nel secondo caso, è d’obbligo non lasciare in giro il telefonino, o si rischia di non trovarlo proprio più, dato che potrebbe essere rubato. Nel caso invece di conoscenti curiosi, è bene evitare di lasciarlo nelle loro mani oppure in giro per casa o in ufficio, soprattutto se al suo interno sono presenti documenti importanti.

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Non mostrare troppi dati

Può essere molto utile anche non mostrare troppo il proprio cellulare, e nemmeno i dati al suo interno. Per fare un esempio, è bene evitare di parlare di documenti importanti oppure di chat molto private, se queste sono all’interno del dispositivo. Il proprio interlocutore infatti potrebbe trasformare la sua curiosità in un tentativo pericoloso, che magari lo porterebbe a mettere mano al cellulare.

Si ricorda che appropriarsi di dati senza permesso o anche cercare di hackerare un cellulare o qualsiasi altro dispositivo altrui, è un reato perseguibile a norma di legge. Oltre a questo, non si deve dimenticare che se si tiene davvero ai dati interni del proprio cellulare, l’unico modo per proteggere la privacy è puntare su app utili, password, e sul fatto di non lasciarlo mai incustodito.