Ci sarà una quarta ondata di Covid in Italia? Risponde il prof. Bassetti

Il professor Matteo Bassetti, direttore delle Malattie Infettive del San Martino di Genova, è stato intervistato dal Corriere del Ticino

Ci sarà una quarta ondata di Covid in Italia? La domanda ricorre. C’è chi la prevede sulla base di quelle che saranno le riaperture e chi ritiene che ci sono dei fattori che giocano a favore della concreta possibilità che il rischio non sia così elevato.

Ne ha parlato il professor Matteo Bassetti, direttore delle Malattie Infettive del San Martino di Genova, che ha espresso il suo punto di vista ai microfoni del sito del Corriere del Ticino (cdt.ch).

Quarta ondata Covid? L’opinione di Bassetti

Il punto da cui si deve partire per non tramutare l’ottimismo in imprudenza, è abbasta chiaro. «Io - ha detto l’infettivologo - credo che il rischio zero non esiste. Ogni volta che si apre c’è un potenziale rischio».

Anche perché si è imparato da oltre quattordici mesi di pareri scientifici diffusi attraverso ogni mezzo di comunicazione che ogni potenziale contatto è, seppur basso, sempre un rischio. Oggi, però, ci sono fattori che possono giocare un ruolo decisivo rispetto all’idea di vederla in maniera ottimista quantomeno nel prossimo futuro.

Quarta ondata coronavirus? Bassetti spiega l’andamento stagionale

«Chi ha già aperto - ha chiarito il professor Matteo Bassetti - e lo ha fatto in qualche modo non ancora con il 50% della popolazione vaccinata, lo hanno fatto gli americani e tanti altri con progressive aperture, non mi pare ci sia stata questa così detta quarta ondata. Il virus ha un andamento stagionale, ce lo ha insegnato».

L’idea che l’estate sia nemica del Covid risiede in aspetti che si riscontrano nella quotidianità. «La gente - ha spiegato Bassetti - sta più all’aria aperta, sta meno al chiuso. Dovrebbe aiutarci». Ma non è finita, perché al graduale aumento della temperatura si accompagnano altri aspetti.

«Ci mettiamo - ha chiarito Bassetti - dall’altra parte che quest’anno la stagione estiva si incrocia anche con almeno un quarto della popolazione italiana che ha ricevuto almeno una dose di vaccino. È chiaro che c’è un potenziale rischio, però io non credo ci sarà una quarta ondata almeno grande in questo mese di maggio come le ondate che abbiamo visto precedentemente». Ci saranno nuovi contagi, dunque, ma stando all’idea dell’infettivologo non ci si dovrebbe confrontare con nuovi picchi della curva.

Quarta ondata Covid in autunno? La vaccinazione sarà decisiva

Il punto di vista cambia leggermente nel momento che in cui si volge lo sguardo oltre la stagione estiva. «Non credo - ha detto Bassetti - che potremo parlare di una quarta ondata prima del prossimo autunno, dove evidentemente bisognerà vedere quanto grande sarà l’ondata sulla base di quante vaccinazioni avremo saputo fare».

Parole che, in un certo senso, sottolineano la necessità che ad oggi la campagna vaccinale progredisca quanto più possibile da qui ai prossimi mesi. L’immunizzazione di un’elevata percentuale di popolazione diventerebbe lo strumento più efficace per reggere l’urto di una possibile nuova offensiva del virus. Questo non deve, però, far abbassare la guardia rispetto alla necessità di mantenere comportamenti individuali e collettivi adeguati nei prossimi mesi.