Autore: B.A

Chiudere tutto per il Covid-19? Non serve, in Svezia nessun lockdown

Al modello cinese, della chiusura totale si contrappone quello svedese

Chiudere tutto e attivare il cosiddetto lockdown serve per bloccare la pandemia da coronavirus. Lo credono un po’ ovunque nel mondo, e in Italia si spera che sia così. Dopo tutti questi sacrifici a cui sono chiamati gli italiani, costretti a restare a casa, a non vedere i propri cari o gli amici, a girare con mascherine, a non lavorare, sarebbe beffardo che fossero sacrifici inutili.

Chiudere tutto per Coronavirus, c’è chi dice no

Il no alle chiusure di negozi, bar, pub e così via non serve a molto. Lo pensano in Svezia, dove il lockdown, come viene chiamato il blocco pressoché totale delle attività, non viene molto contemplato.
La Svezia non ammette l’ipotesi del lockdown. Perché nel paese scandinavo sono convinti che dal momento che è pressoché sicuro che la pandemia non finirà nel breve periodo, chiudere tutto e blindare tutto è impossibile.
Ormai è diventato un modello anche questo svedese, al pari di quello cinese o coreano pur se diverso. In Corea e soprattutto in Cina, il blocco totale è stata la via prescelta per superare la pandemia. Ed ha prodotto, sembrerebbe, discreti risultati in quei paesi asiatici dove tutto ha avuto inizio. L’Italia per esempio, sta adottando il modello cinese, con chiusure e blindature generalizzate. In Svezia si parla invece di contagio graduale, un approccio diverso alla paura della pandemia.

Quali misure in Svezia?

Distanziamenti e chiusure delle attività? In Svezia si va in controtendenza non solo rispetto a Cina, Corea, Italia, Germania e Francia, ma anche rispetto ai Paesi vicini alla stessa Svezia.
Tutti gli Stati intorno alla Svezia hanno chiuso le frontiere e limitato al minimo indispensabile le uscite da casa. In Svezia no, perché come dicevamo troppo tempo servirà per un vaccino, quindi inutile farsi illusioni su una soluzione a breve termine di questo coronavirus. Lo conferma anche Anders Tegnell, direttore dell’Agenzia di sanità pubblica svedese. Non è che in Svezia tutto funzioni come prima, perché qualche precauzione è stata presa, ma nulla a che vedere con le restrizioni del resto del mondo o quasi. Divieto di assembramenti anche in Svezia, ma piuttosto largo. Fino a 50 persone nessun problema, oltre scatta il divieto. Nel bar divieto di servire al banco i clienti, cioè solo servizio a tavolino. Manifestazioni sportive e politiche chiuse.
Sul lockdown Tegnell è chiaro nel giudicarlo inutile per spezzare la catena dei contagi, se non si trova un vaccino. Anche fermando tutto, chiudendo le persone in casa, per mesi, prima o poi si riaprirà e di tornerà alla vita normale. E i contagi secondo Tegnell tornerebbero a salire. Appena riapriranno le scuole, secondo Tegnell ci potrebbe essere un nuovo picco di contagi senza che vengano approfondite le conoscenze sul Covid-19.