Autore: Giacomo Mazzarella

Chernobyl: scoperto fungo che protegge l’uomo dalle radiazioni

Se la scoperta scientifica fosse confermata, l’uomo potrebbe andare a vivere sul Pianeta Rosso.

Ormai per sempre la località Ucraina di Chernobyl viene associata col terribile disastro nucleare del 1986. Adesso però alcuni scienziati che lavorano sempre analizzando cosa continua ad accedere nella zona del disastro, pare abbiano scoperto che col tempo si sia formato nel reattore oggetto dell’esplosione che causò il disastro di 34 anni fa, un fungo capace di proteggere l’uomo dalle radiazioni. Una scoperta sensazionale questa, di cui parla pure il «Fatto Quotidiano». Infatti ciò che i ricercatori hanno scoperto potrebbe essere la chiave che permetterà all’uomo di vivere su Marte.

Chernobyl, la nuova scoperta scientifica

Basti pensare al fatto che la vita su Marte non sarebbe possibile per via della radiazioni presenti sul cosiddetto Pianeta Rosso, per capire la proporzione della scoperta fatta di Chernobyl. Nel reattore nucleare esploso nel 1986, si è formato un fungo che protegge dalle radiazioni. Una scoperta che è stata fatta da alcuni ricercatori e che è finita sulla rivista scientifica New Scientis. Ne dà notizia il Daily Mail e per l’Italia la riporta anche “il Fatto Quotidiano”.

La scoperta potrebbe essere la chiave di svolta che la scienza cercava per consentire all’uomo di poter vivere su Marte. Sono stati alcuni ricercatori dell’Università di Stanford a scoprire che un fungo sarebbe capace di proteggere l’organismo di un uomo dalle radiazioni. Fa notizia il fatto che questo fungo sarebbe nato proprio a Chernobyl e proprio nel reattore della tragedia.

Reazioni del mondo scientifico

“È la chiave per vivere su Marte“, questo ciò che hanno detto gli scienziati commentando la scoperta fatta dal pool di ricercatori dell’Università di Stanford.

A Chernobyl, all’interno del reattore nucleare distrutto nel disastro del 1986, si è sviluppato un fungo che protegge dalle radiazioni e che quindi potrebbe consentire all’uomo di sopravvivere sul Pianeta Rosso, finora inaccessibile proprio a causa del suo elevato livello di radioattività.

Nello specifico si è scoperto che uno strato di questo particolare fungo, potrebbe bastare per proteggere l’uomo su Marte. Uno strato di 21 centimetri, tanto basta e tanto sarebbe facile da riprodurre dal momento che proprio dall’Università di Stanford sottolineano che bastano pochi grammi di questo fungo per iniziare il processo. Lo ha affermato uno dei ricercatori, Nils Averesch, intervistato dalla rivista New Scientis.
Questo sensazionale fungo, capace di isolare l’uomo e proteggerlo dalle radiazioni, si rigenera e ripara da solo.

“È già stato in grado di assorbire i dannosi raggi cosmici sulla Stazione Spaziale Internazionale e potrebbe essere potenzialmente utilizzato per proteggere le future colonie di Marte”, così spiega ancora Averesch.

Stando a come viene spiegata la scoperta, il fungo potrebbe essere una scoperta poderosa anche in campo medico perché consentirebbe ai malati di cancro sottoposti a radioterapia, agli ingegneri delle centrali nucleari e ai piloti delle compagnie aeree di operare senza il timore di assorbire una dose di radiazioni letale.
E come se fin quanto detto non bastasse, la scoperta avrebbe effetti anche nel campo energetico poiché il potere di conversione delle radiazioni dei funghi potrebbe essere usato per alimentare apparecchi elettrici, alla stregua degli oggi comunissimi pannelli solari.