Autore: B.A

Coronavirus

Botta e risposta De Luca Bonaccini, il primo minaccia blocco Campania

Fine vacanze, tempi di rientri, ma col Covid in giro, e iniziano screzi tra Regioni.

È tempo di fine vacanze per molti, e con i rientri tra Regioni, il rischio di nuovi focolai di coronavirus aumenta a dismisura. Anche gli ultimi numeri sui contagiati, col consueto bollettino quotidiano mettono apprensione e così si torna a parlare di nuovo di misure restrittive, di nuovi lockdown, magari non a livello nazionale ma almeno locale.

Alcuni governatori hanno avanzato l’ipotesi di tornare a chiudere, di bloccare rientri o di autorizzarli solo in sicurezza. E la mobilità tra Regioni, mai come in questi periodo, come ogni anno accade, è enorme. Dalla Campania il governatore De Luca, uno che non ha mai peli sulla lingua dichiara di essere pronto a misure ferree. Ma è subito ripreso da Bonaccini, suo collega governatore dell’Emilia Romagna.

De Luca pronto a chiudere la Campania

«Pronto a chiudere la Campania tra 15 giorni», così Vincenzo De Luca ha ribadito il concetto più volte da lui stesso espresso. Se si corrono rischi particolari, di avere gente da fuori che porta focolai e contagi in Campania, nello stretto giro di una decina di giorni, il Presidente De Luca è pronto a chiudere la Campania.

È notizia di ieri questa nuova forte presa di posizione del governatore De Luca, che come riportato da «Repubblica», ha paventato lo stop per la Campania a fine agosto. In effetti dopo i quasi 70 nuovi positivi in più registrati nelle ultime 24 ore in Campania, De Luca ha fatto la sua classica diretta Facebook in cui ha azzardato l’idea di serrare a doppia mandata la sua Regione.

«A fine agosto vedremo se chiedere o no al governo di ripristinare la limitazione della mobilità intraregionale. Lo decideremo tra 15 giorni con grande determinazione, salvo i casi di motivi di lavoro o di salute. Ci regoleremo anche sui contagi nel resto d’Italia», questo il contenuto della diretta social del governatore campano.

La replica di Bonaccini al Meeting di Rimini

«No ai blocchi tra Regioni», questa la risposta pubblica che il governatore della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini ha recapitato oggi al suo collega Vincenzo De Luca. Va evitato secondo Bonaccini, che per colpa di qualche irresponsabile (chi non prende precauzioni per il Covid, come molti giovani nelle movide), si vanifichino gli sforzi fin qui fatti, tornando a chiudere attività e Regioni. «Evitiamo che per colpa di qualche irresponsabile si debba tornare a chiudere ciò che con tanti sforzi abbiamo riaperto», queste le parole del governatore emiliano.

La preoccupazione c’è, questo è fuori discussione, ma probabilmente De Luca ha anticipato i tempi per paventare nuovi lockdown tra Regioni. In Italia i contagi sono in aumento, questi è evidente, ma non al punto da considerare valida l’ipotesi di attuare un nuovo blocco della mobilità tra regioni per scongiurare un’altra ondata di coronavirus, la tanto temuta seconda. Tra l’altro in Italia, pur se in aumento, la situazione è migliore rispetto al resto d’Europa, anche in paesi molti vicini a noi come Francia e Germania.

«Si segue sempre l’evoluzione del virus e poi si discute tra Regioni e Governo. Bisogna sempre tenere monitorata la situazione perché quelli che parlano il giorno dopo mi hanno sempre fatto abbastanza pena», questa la stoccata di Bonaccini a De Luca.

«Per ora mi pare che la situazione, pur in crescita, sia ancora sotto controllo. Rispetto agli altri Paesi europei, siamo il Paese che sta arginando meglio la pandemia è vero, si è abbassata molto l’età media dei positivi seppure sono casi meno gravi di quando, mesi fa, avevamo i reparti di terapia intensiva pieni. Ma bisogna stare molto attenti ed evitare di dire che il virus è sconfitto: non lo sarà finché non avremo un vaccino», questo il pensiero di Bonaccini.

E oltre a Bonaccini anche l’ex governatore Stefano Caldoro, adesso candidato di nuovo alla presidenza della Regione Campania per il centrodestra, ha risposto a De Luca definendolo confuso e spargitore di paura a scopi elettorali.