Bollette luce e gas: fattura tardiva? Ai consumatori spetta il rimborso

Bollette luce e gas: fattura tardiva? Ai consumatori spetta il rimborso

Per l’Antitrust le società erogatrici dei servizi devono rimborsare il corrispettivo ai loro clienti.

Una decisione dell’Antitrust rappresenta una ottima notizia per milioni di famiglie italiane che sono state colpite da una pratica scorretta da parte delle compagnie di energia elettrica e gas ad uso abitativo. Una pratica che per lunghi anni le compagnie hanno adottato e che da anni è al centro di polemiche che probabilmente non si fermeranno adesso, perché si ribalterà probabilmente il senso di queste contestazioni.

Parliamo della pratica di chiedere agli utenti finali di energia elettrica e gas ad uso abitativo, cioè le famiglie, il pagamento di consumi relativi a periodi di molto antecedenti quello in cui la compagnia emette la bolletta. Parliamo naturalmente degli arretrati il cui pagamento viene richiesto a conguaglio.

La decisione dell’Antitrust e cosa significa

Secondo l’Antitrust la pratica di far pagare agli utenti di energia elettrica e gas metano i consumi fatturati in ritardo e senza responsabilità alcuna del cliente, è una pratica commerciale scorretta e perseguibile.

In pratica, quando in una bolletta arrivano conguagli relativi a diversi mesi prima, per quella che viene definita fatturazione tardiva, non basta che la compagnia addossi la colpa al consumatore per mancate autoletture o asserendo di aver provato ripetutamente a leggere i contatori senza aver avuto la possibilità di effettuare effettivamente la lettura.

Secondo l’Antitrust, che ha condannato al pagamento di 12,5 milioni di euro di sanzione Enel Energia ed Enel Servizio Elettrico Nazionale, le aziende devono fornire prova della responsabilità del ritardo di fatturazione, da parte del cliente. Ed oltre alla multa occorre provvedere a rimborsare i clienti di quanto pagato.

I consumatori possono far valere le loro ragioni

Nello specifico quindi, l’Antitrust ha considerato illecito il sistema adottato dalla compagnie che fatturavano consumi anche oltre i due anni (che poi è la soglia per la prescrizione delle pretese) chiedendo pagamenti ai clienti che adesso possono chiedere il rimborso se hanno pagato le bollette. Come dicevamo, non basta che le ditte fornitrici dei due servizi diano la colpa al cliente, addossando a quest’ultimo la responsabilità delle fatturazioni tardive sopraggiunte.

Secondo l’Antitrust i consumatori hanno la possibilità di sollevare la questione della prescrizione biennale dei crediti pretesi dalle compagnie relativi a consumi a conguaglio e pluriennali. La decisione è definitiva e riguarda anche i pagamenti con domiciliazione bancaria o con addebito diretto su conto corrente o carta di credito.

Infatti, alle compagnie adesso è fatto assoluto divieto di addebitare il costo della fatturazione sopraggiunta in ritardo, oltre che nel caso in cui il cliente abbia prodotto reclamo richiamando alla prescrizione, anche quando l’istanza è stata rigettata ma senza darne effettiva comunicazione al cliente.

E nel caso in cui il pagamento sia stato già effettuato perché addebitato al cliente, l’Antitrust ha stabilito che entro 90 giorni si deve provvedere a rimborsare il cliente.