Autore: B.A

Beirut: esperto italiano non crede alla versione ufficiale del nitrato, ecco cosa è esploso in Libano

L’esperto esplosivista che ha collaborato a buttare giù i resti del ponte Morandi dice la sua su Beirut.

Le immagini della deflagrazione che molte telecamere e molti telefonini hanno ripreso a Beirut ha sconvolto il mondo. Immagini che hanno fatto il giro del web e dei notiziari. Una cosa simile non si era mai vista e dal Libano hanno dichiarato che è saltato in aria un deposito dove erano stipate diverse tonnellate di nitrato d’ammonio sequestrate su un mercantile tempo prima. Come sempre, in qualsiasi cosa capita nel mondo, le versioni ufficiali non sempre vengono prese per veritiere. Saranno i complottisti o quelli che sembra sappiano tutto, ma ne è lampante esempio il coronavirus, con gente che non crede al pipistrello o che non crede proprio al Covid.

E sugli eventi di Beirut le teorie si moltiplicano ora per ora, mentre la macchina dei soccorsi libanese, con l’aiuto della comunità internazionale, cerca ancora i superstiti o i corpi sotto le macerie. Un esperto in esplosivi italiano, uno dei massimi esperti del settore, a tal punto che ha fatto da consulente per buttare giù ciò che rimaneva del Ponte Morandi, Danilo Coppe ha una sua idea di cosa è saltato in aria a Beirut.

Missili, armi ed esplosivi nel deposito

«La nuvola arancione e gli scoppi: ecco perché credo ci fossero anche armi», così inizia l’intervista sul Corriere della Sera, al noto esperto in esplosivi, Danilo Coppe. Come dicevamo, nel settore degli esplosivi Coppe è uno dei massimi esperti. Ed ecco perché ciò che racconta è assai eloquente.

Danilo Coppe è tra gli esplosivisti più famosi d’Italia, cine dimostra il suo utilizzo di Genova. E Coppe dice di non credere al nitrato di ammonio, perché le esplosioni e il nuvolone che si è alzato, lasciano credere piuttosto ad un deposito di munizioni ed esplosivi, piuttosto che di semplice nitrato di ammonio, pur se pericoloso.

«Non credo che al porto di Beirut ci fosse quella quantità di nitrato di ammonio, né che ci fosse un deposito di fuochi d’artificio. A giudicare dai video mi sembra di più un’esplosione di un deposito di armamenti», più eloquente di così il 56enne Danilo Coppe, non poteva essere.

Bisogna credere a «mister dinamite»?

L’esperto nel settore è chiamato «mister dinamite», e le immagini di Beirut sembrano non convincerlo affatto sulla versione delle autorità libanesi. I dubbi del nostro esperto sono avvalorati anche da altri pareri di altri esperti in esplosivi di mezzo mondo. Ciò che si è visto il 4 agosto delle esplosioni di Beirut non convince quindi.

«Premettiamo una cosa: tutte queste considerazioni derivano dai video che ho visto, non ho altre informazioni, non sono stato lì. Ma non credo al nitrato di ammonio per diverse ragioni. Intanto la quantità: 2.700 tonnellate vorrebbe dire che qualcuno ha costruito una piscina olimpionica e l’ha riempita di quella sostanza» così Coppe smonta la versione ufficiale, anche se il deposito esploso era lungo oltre 100 metri.

Ma anche se il deposito contenesse davvero tutto quel nitrato, secondo Coppe per saltare in aria tutto insieme avrebbe dovuto avere un catalizzatore. Inoltre, pare che il nitrato quando scoppia caccia una nuvola di fumo gialla, mentre dai video c’è la nuvola bianca e la colonna arancione scuro, che secondo Coppe fa sospettare la presenza del litio, presente nei missili militari. Anche il fatto che vicino al deposito di ammonio ci fosse una fabbrica di fuochi pirotecnici non convince Coppe.

«I fuochi d’artificio non si comportano così. I fuochi d’artifico hanno una parte di esplosivo deflagrante, ma il resto è cartone, plastica, e quando scoppiano sono preceduti quasi sempre da fischi, assenti nei video», così ha parlato l’esperto.