Autore: B.A

Bar e ristoranti aperti solo dal 1° giugno, ma non solo

Speranze demolite n un solo colpo, il Presidente Conte conferma ancora oltre un mese di blocco attività.

La tanto attesa conferenza stampa del Premier Conte sulla fase 2 ha lasciato delusi milioni di italiani. Non è colpa del Premier, del governo, delle tante task force, del Comitato tecnico scientifico e nemmeno delle opposizioni. Ma delusione è la definizione giusta per etichettare lo stato d’animo di quanti erano in attesa di buone notizie dalla conferenza stampa di stasera del Premier.

Cosa cambia da domani o dal 4 maggio per il lavoro?

Il tanto agognato allentamento delle misure non c’è stato. Le riaperture delle attività nemmeno. Riparte solo qualche fabbrica manifatturiera, l’edilizia pubblica domani e quella privata il 4 maggio. E con loro l’ingresso dei prodotti ad esse collegati. I primi negozi, open solo il giorno 18 maggio. Quindi boutique, erboristerie, negozi di scarpe e così via. Peggio ancora per bar e ristoranti, oppure per barbieri, parrucchieri e estetisti. Per loro, blocco ancora per oltre un mese, fino al primo giugno. Unica deroga, possibile il take away. In altri termini, se fino ad oggi possibile solo la consegna a domicilio, dal 4 maggio possibile consegnare cibi da asporto, ma divieto per i clienti di consumare gli acquisti davanti il locale, ingressi uno per volta e divieto di assembramento.

Cambia poco e niente se davvero questo è l’allentamento offerto. Bar e ristoranti demoliti economicamente. Una tragedia economica che prosegue e durerà ancora per molto. Oggi pomeriggio erano trapelate indiscrezioni che facevano ben sperare, su una dead line intorno al giorno 11 maggio o al massimo al 18 maggio. Si discuteva di misure di sicurezza, di distanze tra i tavoli, di igienizzanti e disinfestazione dei locali. Invece stasera, la doccia fredda. Chiusi ancora fino al primo giugno, niente da fare per pub, ristoranti, bar, birrerie, paninoteche, pizzerie e trattorie.

Vita sociale, cosa cambia adesso?

Delusione anche per la vita sociale che molti credevano di ritrovare, non alla vecchia maniera, ma almeno in minima parte. Niente da fare. L’unica concessione, il poter andare a trovare i propri cari. Non volevamo dirlo e non mettiamo la mano sul fuoco, ma crediamo che un figlio, dal proprio papà o mamma, anziani, già ci andava a portare la spesa a casa per non farli uscire per supermercati. Una concessione che cambia poco.
Perché tutti i divieti di oggi restano attivi. Nessun party in famiglia, nessuna riunione familiare. Solo visite parenti stretti.

Consentito il ritorno a casa di chi in questi mesi è stato costretto a restare in altri posti per lavoro o studio. Dalle autocertificazioni obbligatorie, dal divieto di uscire se non per motivi seri, che è inutile ripetere. Si allenta la morsa per il jogging. Non più attività solo vicino casa, ma anche lontano, ma singolarmente o distanziati di due o un metro a seconda della corsa.