Bambino morto a Città della Pieve, fermata la madre

Bambino morto a Città della Pieve, fermata la madre

Il piccolo era stato adagiato sul nastro trasportatore della cassa di un supermercato con ferite da arma da taglio

La notizia aveva scosso la comunità di Città della Pieve. Un bambino di due anni, con diverse ferite riconducibili ad armi da taglio, era stato adagiato sulla cassa di supermercato da una donna. Da subito sono scattate le indagini degli inquirenti che hanno provato a far luce su una vicenda drammatica e che ha portato alla perdita di una giovanissima vita.

Interrogata la madre

L’avvio delle indagini ha portato ad un interrogatorio piuttosto lungo per la madre, donna di origini ungheresi. La conseguenza sarebbe stata la decisione di sottoporre la donna a fermo con l’accusa di omicidio. Tra i particolari emersi ci sarebbe che la donna sarebbe apparsa molto confusa agli inquirenti.

Mamme e figlio non sarebbero residenti a Città della Pieve

Ci sono diverse parti della storia che dovranno essere chiarite. A partire dal perché la donna si trovasse con il figlio a Città della Pieve, seppur vivesse in una casa famiglia al di fuori del territorio umbro. Stando a quanto riporta l’Ansa gli accertamenti avrebbero, inoltre, portato alla luce un coltello presente all’interno della borsa della donna. Saranno, eventualmente, ulteriori approfondimenti a chiarire se si tratti o meno dell’arma del delitto.

Una vicenda drammatica

In attesa che si faccia luce sulla tragedia, resta una storia che ha scosso un po’ tutta Italia. Nel pomeriggio di venerdì 1 ottobre i Carabinieri erano stati avvertiti del fatto che il corpo di un bambino fosse stato posto sul nastro trasportatore delle cassa di un supermercato. A nulla è valso l’intervento dei sanitari del 118, tenuto conto che il piccolo era già deceduto.

A portarlo lì una donna che, con disperazione, chiedeva aiuto e che poi si è rivelata essere la madre. I suoi racconti che sarebbero stati contraddittori e le successive prime indagini hanno portato alla fase della vicenda che oggi corrisponde alla disposizione del fermo della madre.