Autore: B.A

Coronavirus

Badanti rumene rischio coronavirus, le famiglie chiedono controlli

Crescono i contagi in Romania e molte lavoratrici sono tornate a casa per le ferie, ma torneranno.

Il lavoro delle badanti o delle colf è stato reputato essenziale anche durante il lockdown. Badanti e colf non sono state fermate come attività lavorativa dal governo. Sono state piuttosto le scelte individuali di famiglie e lavoratori a fermare in alcuni casi le attività. Paura di essere contagiati, questa la motivazione principale degli stop.

Tra l’altro, nel caso delle badanti, il rischio era accentuato dal fatto che l’oggetto dell’attività lavorativa è l’assistenza agli anziani, notoriamente le persone più duramente messe in pericolo dal coronavirus.

Adesso il problema deriva da una impennata di contagi da Covid-19 in Romania, dove molte lavoratrici e molti lavoratori sono tornati per le vacanze. Anche le politiche restrittive del governo rumeno lasciano molto perplessi, a tal punto che la preoccupazione italiana, per il rientro fa noi dei rumeni dopo le loro ferie, è ai massimi livelli. E le famiglie tramite le associazioni, chiedono sicurezza.

Romania Brasile d’Europa?

La Romania rischia di diventare il Brasile d’Europa in quanto a gestione del coronavirus. La crescita esponenziale dei contagi negli ultimi giorni in Romania e in tutti i Balcani, ha prodotto uno stato di preoccupazione in tutto il resto d’Europa, Italia compresa.

In Romania tra l’altro bisogna fare i conti con una decisione piuttosto particolare della loro Corte Costituzionale. I giudici infatti hanno sancito il fatto che governo rumeno e autorità competenti in materia, non hanno il potere di imporre la quarantena, il ricovero o l’isolamento. E questo è un serio problema perché per esempio, immediatamente dopo la decisione dei giudici, circa 900 contagiati da coronavirus sono stati rimessi in libertà, dimessi.

Adesso in Romania, i pazienti Covid possono essere monitorati per 48 ore al massimo, in seguito alle quali un medico deve stabilire se possono essere dimessi. I governatori locali non vogliono sentire parlare di un ritorno del lockdown, temono le gravi ripercussioni economiche.

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La Romania diventa una minaccia per l’Europa?

La Romania per quantità di emigrati e lavoratori stagionali è forse il principale Stato dei Balcani e adesso per gli stessi motivi può divenire il principale pericolo per il resto d’Europa, soprattutto in quegli stati dove la manodopera rumena è numericamente rilevante, Italia, Francia e Germania su tutti.

La ripresa dei contagi nei Balcani preoccupa molto dopo una fase di rallentamento dell’epidemia. La Romania sembra il paese più colpito, con focolai in aumento, come quelli che ha portato alla scoperta di 93 contagiati in uno stabilimento dedito alla lavorazione della carne. Ma i contagi sono in aumento pure in Kosovo, Bosnia-Erzegovina, Serbia, Montenegro e Macedonia del Nord.

Tutti Paesi sui quali l’Italia ha già decretato lo stop agli ingressi fino a fine luglio. Che anche per la Romania si arrivi ad una decisione simile non è esercizio azzardato.