Autore: Giacomo Mazzarella

Lavoro - TFR

Badanti: a dicembre anticipo TFR, via alle richieste

C’è una possibilità molto importante per badanti e colf che possono monetizzare l’ultima busta paga dell’anno.

Per colf e badanti dicembre può diventare più ricco dal punto di vista della busta paga. Non ci riferiamo certo alla tredicesima, cioè la gratifica natalizia, mensilità aggiuntiva che spetta alla stragrande maggioranza dei lavoratori dipendenti. Parliamo dell’anticipo del TFR. Nel settore domestico infatti ai lavoratori è consentito richiedere annualmente una parte della liquidazione o buonuscita che dir si voglia, maturata nel corso dell’anno. E il tutto con una procedura piuttosto facile.

Anticipo TFR colf e badanti: richiesta e meccanismo

È con la busta paga di dicembre che colf e badanti possono andare a richiedere il TFR, o meglio, l’anticipo del Trattamento di fine rapporto. Colf e badanti infatti hanno, oltre al diritto ad accantonare, ogni mese, una parte di stipendio come TFR, anche quello di richiederne una anticipazione.

In pratica, al posto di richiederlo alla fine del rapporto di lavoro, quando per un motivo o l’altro esso si interrompe, ai domestici è consentito richiederlo in parte, ogni anno. Una facoltà che non è destinata agli altri lavoratori dipendenti che possono richiederlo una sola volta e motivando la richiesta con specifiche urgenze.

È il CCNL a prevedere questa opzione

Proprio sulla motivazione della richiesta c’è una delle differenze sostanziali in materia di anticipo TFR tra lavoratori dipendenti del settore domestico e tutti gli altri lavoratori subordinati. La richiesta, per la generalità dei lavoratori dipendenti va motivata con una spesa ingente e improvvisa come possono essere le cure dentistiche, l’acquisto o la ristrutturazione della casa e così via. Nel settore domestico invece, nessuna motivazione va addotta. Basta produrre la richiesta al proprio datore di lavoro con una semplice lettera.

A stabilirlo è l’articolo 40 del contratto collettivo di categoria che sottolinea che «il lavoratore può ottenere un’anticipazione del TFR nei limiti del 70% di quanto maturato e una sola volta all’anno». Nessun accenno a limiti e motivazioni e nemmeno all’anzianità di servizio, altra grande differenza rispetto agli altri lavoratori, a cui per richiedere l’anticipo del 70% della buonuscita, serve una anzianità di 8 anni almeno.

Come calcolare la quota di TFR richiedibile

Anticipo senza grandi condizioni per i lavoratori domestici quindi, che possono chiedere il 70% di quanto accantonato, ogni anno e non una sola volta nel corso del rapporto di lavoro come per gli altri lavoratori. Quando parliamo di 70%, parliamo di una percentuale non fissa, perché il lavoratore è libero di richiederne una inferiore, in base alle sue esigenze, mentre il datore di lavoro può pure decidere di erogarne una maggiore.

Per capire di che cifre parliamo basta fare un esempio. Una badante che percepisce 805 euro al mese lordi di stipendio, comprese le indennità di vitto e alloggio, accantona ogni mese una cifra pari allo stipendio omni comprensivo lordo (805 euro) diviso 13,5. Cioè 60 euro al mese o meglio, 720 euro all’anno per un lavoratore in continuità di assunzione da gennaio a dicembre.

Questa lavoratrice potrà richiedere il 70% di 720 euro, cioè 504 euro, lasciando per la fine del rapporto di lavoro 216 euro di TFR. Se il lavoratore non ha svolto attività per tutti i 12 mesi, l’anticipo deve essere rapportato ai mesi di effettivo lavoro. La lavoratrice dell’esempio, se fosse stata assunta il primo aprile, dal momento che avrebbe accantonato TFR per 9 mesi, avrebbe diritto a un anticipo di 378 euro cioè 504 diviso 12 per 9 (i mesi di lavoro effettivi).