Azione legale UE contro Astrazeneca: 90 milioni di vaccini ancora non consegnati

Azione legale UE contro Astrazeneca: 90 milioni di vaccini ancora non consegnati

Bruxelles ha avviato una azione legale UE contro il colosso farmaceutico anglo-svedese. Si tratta di un ricorso di urgenza che vuole scendere nel merito della vicenda.

La recentissima notizia forse non stupirà i più, in considerazione delle vicende delle ultime settimane, che di fatto hanno condotto ad un progressivo screditamento dell’azienda farmaceutica Astrazeneca, anche a livello di opinione pubblica.

In molti oggi, anche in Italia, rifiutano il vaccino omonimo e non sembrano intenzionati a farlo in futuro, e in un paese come la Danimarca, ad aprile era stata già annunciata la sospensione dell’utilizzo delle dosi Astrazeneca, a tempo indeterminato.

Ora, la Commissione Ue ha avviato una seconda azione legale UE contro l’azienda anglo-svedese. «Chiediamo ad AstraZeneca la consegna entro giugno delle 90 milioni dosi che sarebbero dovute arrivare alla fine del primo trimestre, visto che ne abbiamo ricevuto solo 30 su 120», ha reso noto un portavoce Ue, dichiarando altresì che per Bruxelles «la società non ha rispettato gli obblighi del contratto.»

Azione legale UE contro Astrazeneca: intanto arriva lo stop ai contratti per il 2022

In questo quadro di certo non roseo per l’azienda farmaceutica, due commissari europei, il francese Thierry Breton e il belga Didier Reynders, responsabili rispettivamente del Commercio interno e della Giustizia, hanno fatto sapere agli organi di informazione, che l’UE non rinnoverà il contratto di fornitura con la società biofarmaceutica anglo-svedese, in scadenza a fine giugno.

Ma attenzione: Bruxelles si è poi affrettata a precisare che il contratto resta in vigore fino alla consegna dell’ultima dose già prevista.

Ciò significa che - indipendentemente dalla nuova azione legale UE - non vi saranno comunque rinvii o interruzioni, circa gli accordi già presi. Anzi, le dosi già programmate, saranno in ogni caso consegnate fino alla scadenza dell’accordo.

In buona sostanza, sono confermate soltanto le forniture del 2021, per quelle 2022 l’Europa punta invece su Pfizer e sul vaccino tedesco Curevac, che potrebbe presto avere l’ok dell’Ema.

E’ la seconda azione legale contro l’azienda anglo-tedesca

Come accennato all’inizio, il futuro per Astrazeneca si fa sempre più denso di ombre. Infatti, la Commissione UE ha deciso di avviare una seconda azione legale UE contro la casa farmaceutica. Dopo la scelta di non rinnovare il contratto per nuove forniture di vaccini anti-Covid, Bruxelles ha infatti presentato un ricorso d’urgenza in Belgio per il mancato rispetto delle consegne di Vaxzevria, il nuovo nome del vaccino Astrazeneca.

Il portavoce della Commissione per la Salute Stefan de Keersmaecker, durante il briefing con la stampa a Bruxelles, ha infatti spiegato che Astrazeneca ha consegnato soltanto un quarto delle dosi previste secondo gli accordi contrattuali. Ciò sarebbe dunque un motivo sufficiente alla base della seconda azione legale UE contro la società.

De Keersmaecker ha poi voluto rimarcare: «Non vogliamo trasformare la sala stampa in un tribunale. Questi procedimenti sono pubblici e possono essere seguiti. Noi insistiamo sulla consegna di un numero sufficiente di dosi: crediamo che la compagnia non abbia rispettato le condizioni e gli obblighi previsti nel contratto, cosa che costituisce una violazione che chiediamo alla corte di riconoscere come tale.»

L’azione legale di urgenza, recentemente intrapresa mira proprio ad acclarare, a livello giudiziario, la violazione del contratto e dunque mira ad un provvedimento che con rapidità entri nel merito della controversia e chiarisca la verità dei fatti.

Bruxelles ha tenuto a precisare che l’azione legale UE non è una sorta di ’regolamento di conti’ con Astrazeneca. Infatti, non sono in gioco richieste di risarcimenti finanziari, ma richieste delle dosi dovute per contratto. Ecco spiegato il perchè dell’azione legale UE: le istituzioni comunitarie intendono ottenere dal giudice il provvedimento che impone la consegna delle dosi. E ciò potrà avvenire anche comminando una sanzione nei confronti dell’azienda anglo-svedese.

Concludendo, l’obiettivo non è dunque rappresentato dai soldi o da un’azione punitiva o di vendetta, bensì dall’ottenere finalmente le dosi per vaccinare i cittadini europei.