Autunno 2021, Covid e variante Delta: cosa aspettarsi

Il professor Massimo Galli ha parlato di «ragionevole ottimismo» segnalando comunque la necessità di prestare attenzione soprattutto ai più fragili

Che autunno 2021 si annuncia? Che ruolo avrà il Covid? Pur dovendo ancora entrare nel vivo dell’estate, sono domande che iniziano a destare curiosità.

Si confida in un’estate tranquilla come un anno fa e non solo

Anche perché, sulla base di quello che è stato l’andamento dell’epidemia un anno fa, c’è ottimismo rispetto alla possibilità che almeno nella bella stagione il virus continui a restare un problema marginale come lo era l’anno scorso.

Sebbene (ed occorre sempre ricordarlo) ci siano ancora da rispettare alcune regole come il distanziamento e la necessità di indossare la mascherina in certe e note situazioni. E non bisogna dimenticare che c’è un grande vantaggio in più: la vaccinazione. Più di un italiano su due ha ricevuto almeno una dose di vaccino.

Un italiano su quattro ha completato il ciclo di immunizzazione. Dati che, da qui a settembre, sono destinati ad incrementare e a rendere la copertura significativa a livello di salute pubblica. Tuttavia, le prospettive potrebbero, per fortuna e finalmente, essere positive anche oltre il periodo estivo.

Variante Delta: il vaccino offre risposte

L’unico timore è che, in qualche modo, possano emergere e diffondersi della varianti che possano dare fastidi al vaccino. In questo momento quella più temuta è la variante Delta, ma le prime evidenze scientifiche paiono rivelare che chi ha completato il ciclo vaccinale dovrebbe comunque mantenere una protezione significativa.

Autunno 2021: la previsione del professor Massimo Galli

Andando a raccogliere gli altri dati scientifici, oggi pare esserci un certo ottimismo rispetto agli scenari che potrebbero profilarsi dopo l’estate. Risultano, in tal senso, significative le parole che il professor Massimo Galli ha rilasciato all’Adnkronos.

L’infettivologo del Sacco di Milano ha dichiarato: "Tendo a pensare che sia molto poco probabile che possiamo andare incontro, in autunno, a una situazione simile a quella dello scorso anno, nonostante le preoccupazioni legate alla diffusione della variante Delta”.

Galli ha rivelato, proprio per quelli che sono i dati delle vaccinazioni e degli effetti, un «ragionevole ottimismo» e la possibilità concreta che «non avremo una ripresa autunnale pesante».

Per Galli bisogna pensare ai più fragili

Galli ha spiegato come rispetto alla variante ci sia comunque da prestare attenzione. Andando ad interpretare quello che, negli ultimi giorni, è stato il pensiero esposto da diversi scienziati si può concludere che l’effetto dei vaccini dovrebbe essere tale da evitare un sovraccarico delle strutture ospedaliere come quello visto nei periodi peggiori degli ultimi quattordici mesi.

Il rischio è che, però, sui grandi numeri possa esserci qualche problema. Come lo stesso Galli ha precisato dovrebbe tornare attuale la necessità di seguire i più fragili e capire se rientrano tra coloro i quali sono riusciti ad ottenere l’immunizzazione dalla vaccinazione.

«E se non è così - ha spiegato il professore - dobbiamo trovare strategie alternative, perché in presenza di una variante con questa grande capacità infettante, come la Delta, si possano avere comunque casi con un andamento infausto». Le percentuali di immunizzati, per fortuna, dovrebbero essere alte, ma la prudenza non è mai troppa. Ma si sa: la prudenza non è mai troppa.