Autore: B.A

Autovelox

7
Lug 2020

Autovelox, come annullare la multa: adesso tutto più semplice

Come contestare e farsi annullare la multa alla luce del fatto che la taratura del mezzo accertatore deve essere verificata dal giudice.

Molti gli italiani che ogni giorno incappano nelle infrazioni al codice della strada tramite autovelox. I misuratori della velocità sono tra i nemici giurati dei contribuenti, che si muovono in auto per lavoro o svago e che spesso eccedono i limiti di velocità e vengono sanzionati tramite queste “diaboliche apparecchiature”.

Per carità, tutto legittimo dal punto di vista della sicurezza stradale, perché la velocità è una dellemaggiori cause di sinistro in Italia e spesso l’alta velocità causa incidenti mortali. Occorre dire però, che è altrettanto vero il fatto che spesso gli autovelox sono inseriti intratti di strada con limiti di velocità talmente bassi da non essere in linea con la pericolosità del tratto.

Per questo molte associazioni dei consumatori considerano gli autovelox un mezzo utilizzato dagli Enti, più per fare cassa a discapito dei contribuenti, che per una vera e propria questione di sicurezza della circolazione stradale. Oltretutto, sugli autovelox la discussione sulla veridicità dei dati che trasmettono, a partire dal calcolo della velocità con cui un automobilista viene di fatto fotografato, resta sempre accesa.

Parliamo naturalmente della taratura delle macchinette, che spesso viene utilizzata nei ricorsi da parte degli automobilisti. La novità è che proprio sulla taratura degli autovelox, adesso è più facile presentare ricorso ed è più facile farsi annullare la multa.

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Autovelox, le novità

Il conducente non ha più l’onere della prova se presenta ricorso e contesta la taratura dell’apparecchio. Questa la grande novità riguardante la materia. Infatti la taratura deve essere accertata dal giudice, questo quanto mette in luce il sito di informazione legale “laleggepertutti.it”. L’articolo del sito fa riferimento ad una recente sentenza della Corte di Cassazione che elimina in capo al ricorrente, l’onere di dimostrare che l’apparecchiatura non era tarata in maniera corretta.

La Cassazione pertanto, non fa altro che rendere più semplice l’annullamento di una multa presa con l’autovelox quando un automobilista contesta l’affidabilità dell’apparecchio. Se finora doveva essere lo stesso conducente a provare la mancata taratura periodica dell’autovelox, producendo in parole povere, le prove di questa erronea taratura, adesso dovrà essere il giudice a fare tale accertamento.

E l’ente che ha elevato il verbale, sarà costretto a consegnare i relativi certificati delle revisioni periodiche dell’apparecchio accertatore della violazione, cioè dell’autovelox. La Cassazione ribadisce il concetto che in assenza di questa indagine ed in assenza di risposta da parte dell’Ente che ha prodotto la multa, la stessa deve essere obbligatoriamente annullata.

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Più facile l’annullamento della multa per autovelox

Per la Cassazione quindi, basta sollevare dei dubbi sulla taratura dell’autovelox affinché l’automobilista venga sollevato dall’onere della prova. Non dovrà essere lui ma il giudice a verificare se l’apparecchio era tarato a regola d’arte. Il giudice quindi si dovrà adoperare per stabilire se l’autovelox funzionava correttamente oppure non era stato revisionato nei tempi e nei modi dettati dalla normativa vigente.

Occorre ricordare che gli autovelox devono essere sottoposti a procedure di taratura annuali ed in assenza di questo adempimento, soprattutto se l’apparecchio sanziona un automobilista che ha superato di poco il limite, tutte le rilevazioni della velocità diventano inattendibili.