Autore: Giacomo Mazzarella

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Auto elettriche a impatto zero? Secondo la Bosch non è così

Arrivano critiche pesanti da parte del Presidente del colosso della componentistica delle auto, ma anche dal Presidente della Toyota.

La rivoluzione del mondo delle auto è in pieno svolgimento, con il passaggio alle auto ad alimentazione elettrica sempre più massiccio in sostituzione degli autoveicoli alimentati con i derivati dal petrolio.

E pure i governi di mezzo mondo, Italia compresa spingono verso questa direzione, con gli incentivi per le sostituzioni di vecchia auto a benzina o a gasolio, con le nuove elettriche. La questione ambientale è alla base di questa scelta, perché le auto elettriche inquinano di meno rispetto a quelle a gasolio o a benzina, ma non si può certo parlare di emissioni zero.

Chi dice che le auto elettriche non inquinano per niente sbaglia, questo in sintesi ciò che ha detto Franz Fehrenbach, Presidente del consiglio di sorveglianza della Bosch, famosa azienda leader del settore componentistica per auto.

Le parole del presidente del colosso tedesco non sono le uniche “fuori dal coro” in materia auto elettriche, perché anche Akio Toyoda, presidente della Toyota ha criticato alcune cose che riguardano la rivoluzione del mercato delle auto.

Auto elettriche lo stesso inquinanti?

Che le auto elettriche inquinino meno delle auto diesel o a benzina è evidente, ma non è vero che le nuove auto a propulsione elettrica siano ad impatto zero in materia ambientale. Lo ha ribadito Franz Fehrenbach, Presidente della Bosch, in una intervista sul quotidiano tedesco Stuttgarter Nachrichten.

I governi di tutto il Mondo però, tra incentivi all’acquisto e alla sostituzione dei vecchi veicoli e norme antismog (per esempio le targhe alterne o il blocco alla circolazione per determinati veicoli e in determinati giorni), spingono fortemente per il trasloco dalle auto alimentate dai derivati del petrolio a quelle alimentate dall’elettricità.

Akio Toyoda, Presidente della Toyota, ha praticamente bocciato il mercato delle auto elettriche, perché lo reputa ancora immaturo e troppo costoso. Addirittura insostenibile per il numero uno di Toyota, il costo per il mercato elettrico. Toyoda, che è anche Ceo del Gruppo Toyota smog ha dichiarato che in base alla sua personale visione governi europei che considerano le auto elettriche ad impatto zero per emissione di C02, sbagliano.

Una cosa ribadita anche da Franz Fehrenbach per la Bosch secondo cui in termini di anidride vanno considerate anche le emissioni inquinanti generate per produrre l’energia elettrica con cui ricaricare le batterie. Infatti sono soprattutto le fonti fossili quelle utilizzate per la materia prima delle nuove auto così tanto pubblicizzate in materia di anti smog.

C’è anche il problema delle colonnine

Secondo Fehrenbach la politica e i governanti dovrebbero tenere in considerazione anche il fatto che si genera inquinamento anche per produrre batterie. Si tratta pur sempre di un processo di estrazione di materiali presenti in natura. In buona sostanza secondo Franz Fehrenbach “è vero che le auto elettriche non inquinano mentre marciano su strada, ma producono lo stesso smog”.

E sempre in materia auto elettriche, secondo il Presidente della Bosch c’è anche il problema delle colonnine. Troppo poche ovunque le colonnine pubbliche capaci di alimentare i veicoli elettrici. Un problema che is manifesta proprio nel Paese di Franz Fehrenbach e della Bosch, cioè la Germania, che resta all’avanguardia in materia e tra quelli più virtuosi e più avanti in questa autentica rivoluzione del mercato automobilistico.

In pratica, se emergono difficoltà dal punto di vista dei distributori pubblici di ricariche elettriche per i veicoli in Germania, figuriamoci nel resto d’Europa, Italia compresa.

In Germania i lavori per dotare la rete delle strade di distributori con colonnine per le auto elettriche procede quotidianamente, ma la dead line del 2030, quando le autorità tedesche prevedono di aver immesso nel territorio un milione di punti di rifornimento, probabilmente verrà sforata.

Infatti la VDA, associazione tedesca delle case produttrici di auto, parla di ritardi evidenti con la produzione di colonnine che doveva essere di 2.000 a settimana per arrivare al milione nel 2030, ed invece è soltanto di 2200 a settimana.